Scuola, Fontana: "Insostenibile il rientro degli studenti al 100% con limiti al 50% nei trasporti"  

Presidi e agenzie di trasporto: se gli istituti riportano al 100% i ragazzi, si rischiano di non averli in classe perché non ci saranno i pullman sufficienti. Il direttore dell'Agenzia trasporto pubblico di Cremona e Mantova: ci vorrebbe il raddoppio dei mezzi su strada

MANTOVA. La Lombardia si sta organizzando per la riapertura delle scuole al 100%, non senza difficoltà. Lo ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana argomentando che è «insostenibile» far tornare tutti gli studenti in classe mantenendo i trasporti al 50%. E le conferme arrivano da presidi e aziende di trasporto in tutte le province, dove le prefetture hanno fissato una serie di videoconferenze dei tavoli di coordinamento. Oggi è il turno di Como e a Pavia, domani Brescia, giovedì pomeriggio Milano.

Ma al di là del luogo i commenti di presidi e agenzie di trasporto sono le stesse. Se gli istituti riportano al 100% i ragazzi «rischiano di non averli in classe perché non ci saranno i pullman sufficienti» ha sottolineato il presidente dell'Agenzia Tpl di Brescia Claudio Bragaglio con Bresciaoggi.

Ancora più chiaro il direttore dell'agenzia di Trasporto Pubblico di Cremona e Mantova Massimo Dall'Acqua: «anche un bambino - ha sottolineato alla Provincia di Cremona - può arrivare a capire che per far sì che il trasporto possa mantenere gli standard di distanziamento e portare tutti gli studenti a destinazione ci vorrebbe il raddoppio dei mezzi su strada».

La scorsa settimana, anche il tavolo prefettizio provinciale dedicato al trasporto scolastico, era arrivato a conclusioni simili.  «I contagi nel Mantovano sono sopra la media lombarda. Per prudenza, manterremo al 50 per cento la presenza degli studenti delle superiori nelle aule fino al 30 aprile». Con una nota, il tavolo ha riferito la decisione di  voler mantenere ancora per almeno due settimane la presenza dei ragazzi nelle scuole superiori di città e provincia a una quota del 50% (salvo diverse indicazioni da norme nazionali). 

Significativa la motivazione alla base della scelta: «La soluzione indicata appare adeguata in un contesto provinciale in cui si registra attualmente un livello dei nuovi contagi da Covid sensibilmente superiore alla media regionale».

Ma non è solo questo l'unico problema che devono affrontare le scuole superiori: c'è anche quello del distanziamento in classe che non tutte le scuole possono garantire.

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