Trovato nel fiume il corpo di Jessica: uccisaa coltellate. Fermato il marito tunisino

CANNETO.Non avrebbe mai abbandonato il suo bambino. Jessica Poli è stata uccisa. Il fiume Oglio ha riconsegnato il corpo della madre di 32 anni di Canneto, oggi pomeriggio. E' stato un pescatore a notare la sagoma scura, che era immersa a pancia in giù in trenta centimetri d'acqua, impigliata nei rami che sporgono dalla sponda destra del fiume, 50 metri dopo il ponte tra Bozzolo e Marcaria.

Il corpo violato da almeno una ventina di tagli: ferite provocate dalla punta di un coltello. Esclusa la morte per annegamento. Su questo punto il Pm Giulio Tamburini ha tolto ogni dubbio: Jessica, scomparsa da casa il 13 febbraio scorso, è stata uccisa in un altro luogo prima di essere gettata come un sacco nell'Oglio. Subito dopo il ritrovamento del corpo, su ordine del Pm, i carabinieri si sono messi sulle tracce di Ziadi Moncef, il marito 38enne di Jessica. L'uomo di origine tunisina, indagato da alcuni giorni per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere, alle otto di ieri sera è stato accompagnato in Procura.

Dopo un breve summit tra il magistrato e i carabinieri del reparto operativo di via Chiassi, che in queste settimane hanno svolto indagini serrate coperte da un riserbo assoluto, per lui è scattato il fermo di polizia giudiziaria per gli stessi reati. Gli inquirenti ritengono che sia lui l'assassino di Jessica. Tra le mille domande a cui ora l'uomo ora dovrà dare una risposta, due hanno la priorità sulle altre: dove e quando è stata uccisa? Le coltellate, secondo quanto ha stabilito il primo esame del medico legale, l'hanno colpita al petto, alla schiena, al fegato e al collo. Le ferite in queste ultime due parti del corpo provocano un sanguinamento molto copioso: una circostanza che dovrebbe consentire di rintracciare il luogo in cui è stato messo a segno l'omicidio. Gli inquirenti non possono escludere che Jessica sia stata assassinata qualche giorno dopo la sua scomparsa.

L'assassino potrebbe averla tenuta nascosta, sotto sequestro, e aver deciso di eliminarla successivamente. Oppure potrebbe aver conservato il corpo senza vita, dissanguato, in un luogo sicuro per poi gettarlo nel fiume di notte. Il cadavere di Jessica potrebbe essere stato gettato nel Chiese ad Acquanegra, il paese dove è stata ritrovata la sua auto, ed essere stato trasportato dall'acqua fino alla confluenza dell'Oglio. Ipotesi tutte da vagliare. Ieri sera il cadavere è stato portato all'istituto di medicina legale di Modena, dove nelle prossime ore verrà eseguita l'autopsia già disposta dal magistrato. L'allarme è scattato ieri pomeriggio alle due e mezza, quando al 112 arriva la telefonata di un pescatore che dice di avere sotto gli occhi un corpo, completamente vestito, che galleggia nell'acqua. Non è zavorrato, ma semplicemente impigliato nei rovi.

Fornisce le coordinate del luogo: poche decine di metri dopo il ponte stradale sull'Oglio, in territorio di Bozzolo, sulla sponda destra del fiume, in un'ansa quasi sotto il ponte ferroviario. Arrivano subito i militari da Bozzolo, che intanto avvertono i vigili del fuoco. Il corpo è quello di una donna con i capelli scuri. In pochi minuti il sospetto prende corpo. Giunge sul posto il capitano Giovanni Pillitteri da Castiglione, il maresciallo Claudio Zanon, che ha condotto le indagini del reparto operativo di Mantova, e i carabinieri di Canneto. Ed è proprio il maresciallo del paese dove Jessica viveva con il marito e il loro bimbo di 4 anni a riconoscerla. Il cadavere è ancora in buono stato di conservazione. E' martoriato da diversi tagli, che le hanno squarciato anche il cappottino e i pantaloni. Ha ancora le scarpe ai piedi. Il maresciallo riconosce i lineamenti, e, soprattutto, riconosce alcuni tatuaggi. Il sospetto diventa una certezza. La ricerca disperata di Jessica Poli finisce qui. Ma la parola fine sulla sorte della donna apre un altro capitolo. Senza muoversi dalla sponda del fiume, davanti al lenzuolo bianco che copre l'orrore, partono le telefonate. Gli inquirenti sanni di avere i minuti contati. Quando l'assassino saprà che l'Oglio ha restituito il corpo con le prove dell'omicidio, tenterà di fuggire. Devono essere più veloci di lui. E alle sette di sera tagliano il traguardo prima di lui.
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