A palazzo San Sebastiano si scopre il volto di Teofilo Folengo

Il ritratto di Teofilo Folengo

Questa mattina la presentazione del dipinto acquisito dalle collezioni civiche e restaurato

 Oggi, giornata europea del patrimonio artistico, alle 11 Stefano Benetti, direttore del Museo San Sebastiano, col sindaco Nicola Sodano presenterá la nuova acquisizione delle Gallerie Civiche, un ritratto di Teofilo Folengo, acquistato dal Comune di Mantova nel 2008 da un antiquario di Salisburgo, col supporto Amici del Te. L'opera, olio su tela, è di autore anonimo, della fine XVI secolo. Folengo è rappresentato di 3/4 con abito benedettino seduto su un tavolo presso uno scaffale su cui poggiano libri. Il fondo è scuro, in modo che i tratti del viso risaltino meglio, fronte corrugata, sguardo severo, arcate sopracciliari bianche, la bocca presenta una smorfia involontaria dovuta a malattia. Ugo Bazzotti e Rodolfo Signorini (delegato per Mantova dell'associazione Amici di Merlin Cocai, che ha partecipato alle trattative per l'acquisizione) hanno studiato il ritratto, il più antico tra i pochi conosciuti del poeta mantovano, autore del famosissimo Baldus, in latino maccheronico. Non mancano incisioni stampate sui libri e altri dipinti. Il quadro del vate, attribuito un tempo al Romanino, oggi inventariato dal Polo Museale degli Uffizi come pittore anonimo dell'Italia Settentrionale, è un esempio di pittura bresciana, con la realtá iniziata dal Moretto. Teofilo emerge dal fondo scuro, il volto scavato dalla fisiognomica imperante, che fissa lo sguardo, ironico, tagliente, nel nero fiammingo dell'abito. Altra rappresentazione del Folengo, di autore anonimo, è conservata nella sala del Consiglio del Rettorato dell'Universitá di Bologna, datata XVII secolo. (r.g.)
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