In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Stufa difettosa, 4 all'ospedale

Castiglione, dalla canna fumaria esce monossido: due ragazze in camera iperbarica

Nicola Corradini
1 minuto di lettura
Controllo alle tubature 
Quattro persone hanno rischiato di rimanere asfissiate a causa di una perdita di monossido di carbonio dalla tubatura incrinata di una stufa a legna. E' successo sabato notte in una casa isolata nella periferia di Castiglione delle Stiviere, dove quattro operai indiani, i fratelli Jagtar e Suckwinder Singh e le rispettive figlie, Manpreet e Ramandeep Kaur, sono rimasti intossicati dalle esalazioni della stufa.

Fortunatamente la più giovane delle due donne, Ramandeep di vent'anni, si è svegliata accusando un senso di nausea e un forte mal di testa e ha dato l'allarme chiamando la cugina e i due uomini.

All'ospedale di Castiglione, il personale ha subito riconosciuto i sintomi dell'intossicazione da monossido. Solo le due donne avevano concentrazioni preoccupanti di monossido nel sangue e sono state trasportate all'istituto iperbarico di Villafranca per un trattamento di ossigenoterapia.

Domenica mattina, in ogni caso, sono state dimesse.  Una brutta avventura che non si è trasformata in tragedia grazie alla prontezza della giovane donna che ha saputo reagire all'effetto stordente del monossido di carbonio.

Cos'è accaduto? Sabato sera genitori e figlie vanno a letto. Ma c'è freddo. La caldaia che alimenta il sistema di riscaldamento della casa a due piani di via Medole dove abitano i quattro, si è rotta da qualche giorno e il tecnico non è ancora arrivato a ripararlo. I quattro sono costretti a vivere senza l'acqua calda e con i termosifoni spenti. La casa è gelida.

I quattro accendono allora la vecchia stufa a legna. Le due donne salgono al primo piano, dove c'è la loro camera da letto. Gli uomini dormono al piano terra.  In piena notte la più giovane si sveglia. Sta male, sente una forte nausea e una fastidiosa emicrania. Cerca di alzarsi ma si sente svenire. Sveglia la cugina, ma anche lei avverte gli stessi sintomi. E' l'effetto del monossido di carbonio. Le molecole del gas, inodore e incolore, sono già entrate nel loro sangue riducendo la capacità dei globuli rossi di trasportare ossigeno. In poche parole stanno avvertendo le prime avvisaglie di un'asfissia.

Sono quasi le due e, una volta svegliati i padri (che non accusano ancora alcun sintomo), vanno tutti all'ospedale di Castiglione. Il personale del pronto soccorso si rende conto di quanto sta accadendo e avvisa i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Castiglione. La fonte delle esalazioni di gas è una crepa nella canna fumaria dell'abitazione. Il monossido era concentrato soprattutto nella parte alta dell'edificio, per questo sono state le due donne a subirne gli effetti. (ha collaborato Claudia Morselli)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori