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Il capo dei primari striglia Zogno

Il presidente dell'Anpo Pacchioni: «Più prudenza nelle esternazioni»

Roberto Bo
2 minuti di lettura
Camici bianchi Il presidente dell’Anpo Roberto Pacchioni; a fianco Zogno alla cena dei saluti 
MANTOVA. «Più prudenza nelle esternazioni». Il presidente provinciale dell'Anpo, l'associazione primari ospedalieri, Roberto Pacchioni, primario della Chirurgia Vascolare del Poma, entra a piedi pari nel caso Zogno. E lo fa con una e-mail inviata a tutti i primari con cui esprimere il suo punto di vista sulla vicenda del collega della Cardiochirurgia che ha lasciato l'ospedale di Mantova dopo aver esternato pubblicamente il suo malumore nei confronti della direzione generale.

Secondo il presidente dell'Anpo, che rappresenta tutti i primari del Poma, Zogno doveva astenersi dalle polemiche. Una bacchettata al fondatore della Cardiochirurgia a Mantova che è tornato nella sua Brescia sbattendo la porta. «Spiace allo scrivente e a molti iscritti - sottolinea Pacchioni nella mail inviata il 20 giugno anche a Zogno - che la sua uscita sia accompagnata da polemiche, peraltro in parte da lui stesso avviate con esternazioni in presenza di un giornalista (la cena dei saluti in un ristorante di Rivalta sul Mincio il 10 maggio, ndr). La strumentalizzazione in atto che ne è conseguita fa parte del malcostume socio politico culturale del periodo storico che l'Italia attraversa, ma poiché tutti sappiamo bene in quale realtà viviamo dovremmo essere più prudenti nelle esternazioni».

«Tutti noi primari - continua Pacchioni - quando lasceremo il Poma avremo qualche sassolino nelle scarpe da toglierci. Io credo che sia corretto non farlo, a meno che uno non sia stato veramente maltrattato o danneggiato in modo palese e indiscutibile».

Il presidente dei primari riconosce che Zogno ha fatto un buonissimo lavoro con l'aiuto di tutti. «Un lavoro eccezionale - sottolinea Pacchioni - ha avviato dal nulla un reparto efficientissimo, grazie alla capacità sua e dei suoi collaboratori. Ha avuto con i colleghi dell'Anpo un rapporto corretto e misurato, almeno per quanto ne so io. I colleghi dell'Anpo lo hanno sempre rispettato e sostenuto per favorire la crescita del suo reparto, anche rinunciando a risorse a loro assegnate, dimostrando spirito di gruppo e altruismo. Di lui ci resta un bellissimo ricordo».

Quella di Pacchioni è una mail in agrodolce, scandita da passaggi ruvidi e da segnali di riconoscenza. L'ultima parte, però, appare una sorta di stoccata finale: «All'Anpo risulta che almeno sino al 2005 per la Cardiochirurgia erano disponibili e sono stati erogati assai congrui premi di produzione extra contrattuali concordati con il dottor Pischedda nel 2000. Mai alcun presidente dell'Anpo si è permesso di sollevare il problema, perché nessun iscritto ha mai protestato per questo».

Tra i primi a rispondere a Pacchioni il primario del Maxillo Facciale Marco Collini, presidente dell'Ordine dei Medici di Mantova: «La comunicazione esprime una posizione chiara ed onesta dei primari del Poma, utile a porre fine ad una vicenda che ormai ai più appare stucchevole, se non addirittura ad arte orchestrata».

Zogno, durante la cena dei saluti, aveva sorpreso tutti, anche i suoi collaboratori che non si aspettavano una sortita del tipo: «Vado perché non ci sono più le condizioni per rimanere. Stucchi non mi ascolta. Se cambia il direttore sono disposto a tornare a Mantova».
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