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Gestione rifiuti e emissioni Nuovi rilievi al piano Wsr

Tredici pagine di prescrizioni dalla Provincia alla conferenza servizi. Attesi i pareri decisivi di Asl e Comune

2 minuti di lettura

di Francesco Romani

MANTOVA

Non è bastata l’intera giornata di martedì per chiudere la partita Wsr, la ditta che si occupa di bonifiche di terreni e che ha chiesto di insediarsi a San Giovanni del Dosso provocando la decisa protesta dei cittadini e dei Comuni vicini. Serviranno i tempi supplementari giovedì per le audizioni di due degli enti che hanno il diritto di veto e che nella seconda conferenza di servizi convocata in Provincia non si sono espressi. Da un lato l’Asl, che sostiene di non essere stata convocata, dall’altro il Comune, che per bocca del suo commissario prefettizio Angelo Araldi ha deciso, visto il rinvio dei tempi, di depositare il proprio parere giovedì assieme a quello degli enti tecnici.

Proprio sul parere del comune, dopo quello dell’ex sindaco Nandino Galeotti, che alla prima conferenza di servizi diede un giudizio positivo difforme dalla propria maggioranza, ora i citttadini, che hanno allestito un folcloristico presidio davanti alla sede della Provincia, temono una nuova pugnalata alle spalle. «State tranquilli – ha però detto lo stesso Araldi martedì mattina stringendo le mani dei cittadini all’ingresso della conferenza –. Il mio parere è tutto imperniato sulla contrarietà della gente. E vi farò avere la relazione quando l’avrò depositata». Un atto di trasparenza che, in questa vicenda esplosa fra le mani del Comune proprio per l’iniziale nascondimento delle carte che ha scosso i cittadini, può significare molto. Se però si tratterà di un parere non sorretto tecnicamente, potrebbe essere inefficace, la Provincia potrebbe assumerlo come neutrale e quindi tecnicamente conteggiato fra quelli positivi.

Prescrittivo il parere già dato dall’Arpa, sole 11 righe di testo per una vicenda senza dubbio complessa. Al punto che la stessa Provincia di Mantova, dopo avere esaminato le integrazioni presentate dalla ditta nei mesi scorsi, ha stilato una lunga serie di prescrizioni, 13 pagine fitte di obblighi ai quali la ditta dovrà attenersi se vorrà avere il rilascio dell’autorizzazione. Fra le cose richieste, ci sarebbero rilievi sul trattamento dei cumuli di rifiuti, sullo stoccaggio, sulle modalità di lavorazione e sulle emissioni.

Già martedì pomeriggio, è iniziato il primo esame di questi rilievi, alla presenza della ditta. Giovedì, con il deposito dei pareri di Asl e Comune, la conferenza di servizi si chiuderà. Due i possibili esiti: una autorizzazione rilasciata con prescrizioni oppure un preavviso di diniego. Nel primo caso la ditta sarà autorizzata ad esercitare la attività richiesta, ma seguendo quanto impone la Provincia. Nel secondo caso, vi saranno ulteriori dieci giorni di tempo nei quali l’azienda dovrà nuovamente aggiornare il progetto ripresentandolo in Provincia. A questo punto, gli uffici di via don Maraglio chiuderanno la pratica dando l’autorizzazione finale, oppure negandola.

Gli scenari, insomma, sono ancora formalmente aperti e tutto dipenderà dai due pareri decisivi di Asl e Comune e dalla capacità della Wsr di adeguarsi alle prescrizioni provinciali. Ma cosa succederà se la Provincia autorizzerà? «Siamo pronti a presentare ricorso - spiegano i rappresentanti dell’Associazione di tutela che hanno già depositato un primo ricorso straordinario al presidente della Repubblica -. Noi non abbiamo nulla contro la ditta, ma la localizzazione scelta è infelice da tutti i punti di vista e la procedura seguita sin qui per esaminare il progetto è lacunosa dal punto di vista formale».

Insomma, una partita che potrebbe anche non chiudersi con il rilascio dell’autorizzazione e che è destinata ad avere una coda nelle aule dei tribunali. Proprio per questo nelle scorse settimane, sarebbe stata tentata una mediazione con la ditta per proporre una “delocalizzazione”. La proposta, in sostanza, prevedeva di andare in un’area industriale della Valdaro Spa in comune di San Giorgio di Mantova. Un’area prossima alla zona industriale di Mantova, dove esistono siti da bonificare e che quindi limiterebbero l’eventuale raggio di movimentazione dei rifiuti. Ma questa proposta pare caduta nel nulla, atteso che la ditta ha legittimamente investito sull’area di San Giovanni del Dosso e che è a un possibile passo dal raggiungere l’autorizzazione lungamente attesa.

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