Ultimo round Lagocastello al Consiglio di Stato

L’immobiliare ha presentato ricorso per poter costruire 200 villette in riva al lago Entro il 2012 la sentenza che chiuderà il contenzioso sul vincolo monumentale

di Sandro Mortari

A fischiare la fine dell’interminabile partita tra il Comune di Mantova e l’immobiliare Lagocastello, in corso dal 2008, sarà il Consiglio di Stato. Alla magistratura amministrativa di ultima istanza si è rivolta, infatti, nei giorni scorsi la società di Antonio Muto e Mario Borsato per chiedere l’annullamento della sentenza del Tar di Brescia che ha giudicato legittimo il decreto della Sovrintendenza di «dichiarazione di interesse culturale» dei laghi di Mantova, del Rio, dei ponti di San Giorgio e dei Mulini e, quindi, stabilito il conseguente divieto di costruire lungo la sponda sinistra dei laghi di Mezzo e Inferiore. La zona, in fregio a strada Cipata, dove l’immobiliare aveva in programma di realizzare 200 villette e un hotel, previsti nel piano approvato dal consiglio comunale (sindaco Burchiellaro) nel febbraio 2005. A supportare la Lagocastello al Consiglio di Stato contro il Comune ci sarà anche la Conti immobiliare Sas di Giuseppina Conti (con sede a Sustinente), proprietaria di un piccolo appezzamento di terreno all’interno della lottizzazione principale. Le due società chiedono al Consiglio di Stato di annullare il vincolo in modo da realizzare il loro progetto e di condannare il Comune virgiliano a risarcire i danni per le opere di urbanizzazione già realizzate nella zona. La giunta di via Roma, attraverso il proprio ufficio legale, ha già deciso di costituirsi in giudizio davanti al Consiglio di Stato, affidando l’assistenzalegale all’avvocato Chiara Bergamaschi, responsabile dell’avvocatura del Comune, e all’avvocato Roberto Ciociola di Roma. Le spese legali ammontano a 2.123,55 euro. La sentenza è prevista, salvo sorprese, entro l’anno prossimo.

A fine marzo scorso il Tar bresciano aveva pubblicato la sentenza (37 pagine) con cui respingeva in toto i ricorsi delle società Lagocastello e Conti contro i vincoli e la loro richiesta di risarcimento danni. In pratica, il Tar aveva confermato i vincoli diretti e indiretti voluti nel 2008 dalla giunta di centrosinistra guidata da Fiorenza Brioni, e poi ribaditi nel 2009 dal ministero, su laghi, sponde e Rio. Gli specchi d’acqua sono stati ritenuti dai giudici amministrativi non prodotti della natura ma opere dell’ingegno umano e, quindi, da tutelare con un vincolo diretto come un qualsiasi monumento. Così come è da difendere, con un vincolo indiretto, la «cornice» in cui si inserisce quel «monumento», e cioè le rive dei laghi di Mezzo e Inferiore.

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