Ecco il piano per i parcheggi a costo zero

Il verdetto dell’advisor: il progetto Apcoa conviene. Via Roma incasserebbe un canone superiore del 12 percento

di Sandro Mortari

«Il nuovo piano parcheggi del Comune è più conveniente di quello originario, in quanto gli consente di ricavare maggiori entrate». E’ questa la conclusione dell’advisor bolognese, la Valore impresa srl che, su incarico della giunta Sodano, ha comparato la vecchia convenzione Ilce (risalente al 1996) per i parcheggi in struttura di piazza Virgiliana, piazza Nodari Pesenti e Lungolago Gonzaga, stoppata dal Tar, con la nuova proposta avanzata da Apcoa per la costruzione e la gestione di due parcheggi sotterranei di piazza Virgiliana e di Lungolago Gonzaga, e la gestione dei 3mila posti auto a raso sparsi per la città. L’esecutivo, martedì, ha preso atto delle conclusioni e ha dato l’incarico all’ufficio tecnico di approfondire tutti gli aspetti operativi con l’impresa «per portare in giunta, quando sarà al completo con il ritorno dei leghisti - dice l’assessore alle opere pubbliche Giampaolo Benedini - una proposta complessiva che ci consenta di costruire i due parcheggi senza rifare la gara d’appalto. Se ci riuscissimo Imprepar del gruppo Impregilo, in due anni, ci darebbe i due parcheggi a costo zero ».

L’advisor ha effettuato un’analisi comparata dei due piani basata sulla valutazione economico-finanziaria e la sostenibilità economico-finanziaria. I due progetti sono diversi come numero di posti auto. Mentre quello originario prevedeva tre parcheggi in struttura per 1.400 posti, il nuovo ne prevede due per 550 posti oltre a 55 box da vendere ai privati. Nella prima versione al gestore venivano dati in concessione 1.500 posti auto a raso, mentre in quella nuova 3mila. I parcheggi in struttura sarebbero rimasti in concessione per 60 anni dopo di che ritornerebbero di proprietà comunale: adesso gli anni sono 42. Sale, invece, dai 15 della prima versione ai 20 dell’attuale il numero di anni di concessione per i parcheggi a raso. Il canone a favore del Comune con Ilce per la sosta in strada era fisso, con Apcoa diventa variabile: il 40% dei ricavi. Più basse sarebbero le tariffe nella nuova proposta rispetto alla vecchia: Apcoa propone 1,50 euro all’ora nel parcheggio di Lungolago Gonzaga e un euro in quello di piazza Virgiliana; nella proposta originaria era 1,55 all’ora in entrambe le strutture. Per quanto riguarda la sosta a raso, la zona A, nella prima versione, costava 1,35 euro all’ora (1,50 nella seconda versione), 1,22 la zona B (un euro), 1,01 quella C (50 centesimi).

Secondo la Valore impresa il totale dei ricavi dei due progetti, dal 2012 al 2016, è superiore in quello nuovo di 500mila euro nei primi due anni, che diventano 700mila euro a partire dal 2015, quando la gestione entra a regime e sono terminate le vendite dei box ai privati. I costi di investimento si equivalgono: 14.293.235 euro nella prima ipotesi, 14.045.672 nella seconda, nonostante non sia più presente il parcheggio Nodari Pesenti. Questo, secondo l’advisor, si spiega con il fatto che il nuovo progetto prevede investimenti anche nell’impiantistica della sosta su strada, in particolare per i sistemi gestionali dei parcheggi di piazza d’Arco e dell’Anconetta e per la sostituzione dei parcometri. Sono stati anche confrontati i costi di gestione. Ebbene, quelli del nuovo progetto risultano essere superiori (più di 2 milioni all’anno contro poco più di un milione). Colpa del costo del personale.

Ma non solo. «Apcoa si accollerà i 12 dipendenti di Aster che ora seguono i parcheggi». Inoltre, essendo variabile il canone che Apcoa pagherà al Comune sulla sosta a raso, per il gestore vi sarà un onere maggiore e per l’amministrazione un maggiore introito. Inoltre, oggi si forniscono molti più servizi rispetto al passato sulla sosta. E la convenienza economica del Comune? Col vecchio progetto avrebbe incassato in 60 anni un canone di 24.850.692 euro, per un canone medio di 414.178 euro all’anno; con il nuovo piano, in 42 anni, via Roma introiterebbe meno in totale (19.461.554 euro), ma di più in media ogni anno (463.370 euro): il 12% in più, calcolano i bolognesi. La nuova proposta evita al Comune un lungo contenzioso giudiziario con il rischio di pagare danni ingenti e di dover sostenere altre spese tecniche per rifare i progetti, mentre dà a costruttore e gestore la possibilità di mantenere i conti in equilibrio.

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