No degli ecologisti: «Centrale a biomasse bengodi delle nutrie»

Buscoldo, Decrescita Felice e Movimento 5 Stelle contrari. La proprietà ribatte: impianto a impatto zero sull’ambiente

CURTATONE

La centrale a biomasse in progetto a Buscoldo «rischierebbe di trasformare la frazione di Curtatone nel più grande centro termale per nutrie mai realizzato: tutta colpa dell'enorme quantità d'acqua calda prodotta che andrebbe poi dissipata nell'ambiente». Lo ha detto il circolo territoriale Decrescita Felice che ha organizzato un incontro pubblico in collaborazione con il movimento Cinque Stelle e l'associazione Medici per l'ambiente.

In tantissimi hanno partecipato, segno che i problemi legati alla costruzione di quel genere di centrali sono molto sentiti dalla cittadinanza: «Costruire delle centrali a biomasse - ha spiegato l'ingegner Gatti di Agire, invitato proprio dagli organizzatori come voce fuori dal coro - permetterà di spegnere alcune centrali a combustibili fossili». Non è l'opinione degli altri relatori, che aggiungono una serie di problemi legati alla costruzione delle biomasse. «Uno studio ha dimostrato che il 6 per cento dei decessi in Francia, Svizzera e Germania - ha spiegato il pneumologo Alberto Zolezzi - deriva dall'inquinamento atmosferico. È evidente quindi che la costruzione di quasi 50 centrali a biomasse sulla provincia di Mantova non possa non avere conseguenze. Inoltre - ha concluso - dobbiamo sempre ricordare che questi impianti producono inquinanti in grado di diffondersi su tutto il territorio provinciale e anche oltre e quindi avrebbero un impatto generale sulla qualità dell'aria». «L'amministrazione comunale ha dato parere favorevole alla costruzione senza consultarsi con nessuno» ha concluso il consigliere comunale Giorgio Maffezzoli. All'uscita il consigliere Carlo Grassi ha iniziato una raccolta firme perché sul tema venga al più presto convocato un consiglio comunale aperto.

Spiega la sua versione, Claudio Peraino, presidente della Società Agricola Curtatone Biogas, azienda costituita assieme alla famiglia Scarmignan per costruire l’impianto: «Si tratta di un impianto agricolo a impatto zero sull’ambiente. Il biogas è prodotto dalla fermentazione di coltivazioni agricole dedicate. Il tutto avviene in ambiente sigillato per rendere possibile la digestione anaerobica. Non ci sono emissioni inquinanti, né odorose né gassose né liquide né termiche, non c’è alcuno sversamento di acqua calda nei fossi né produzione di diossina». Poi Peraino aggiunge: «Siamo intenzionati a proporre l’uso dell’energia termica a beneficio del teleriscaldamento locale: le famiglie che sceglieranno di aderire potranno spegnere le loro caldaie domestiche, quelle sì altamente inquinanti».

Vincenzo Bruno

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