La centrale in contropiede: il sindaco ci aveva detto sì

Felonica, l’azienda delle biomasse: bruceremo solo legna vergine e sfalci. Il progetto è lo stesso del 2009, perché il Comune ha cambiato parere?

FELONICA

«Il progetto non è assolutamente cambiato. Nel 2009 il sindaco ci diede il benvenuto, anche ufficiale, indicandoci lei stessa il terreno che avremmo dovuto comprare. Lo spieghi ai suoi cittadini che domenica protesteranno assieme a lei contro la nostra centrale a biomasse». La società Terre Nostre srl, promotrice del progetto di centrale a biomasse autorizzata nella zona nei pressi della Ferrovia, passa all’attacco, dopo che il primo cittadino Annalisa Bazzi aveva affermato che il Comune, oggi contrario al progetto, aveva cambiato idea perché quanto presentato non corrispondeva all’illustrazione fatta nel 2009.

«Qui bisogna fare un po’ di cronistoria – precisa Giuseppe Attolini, presidente del Cda di Terre nostre – . La nostra proposta risale all’autunno del 2009. Il 27 di novembre presentammo il progetto preliminare del nostro impianto di cogenerazione che prevedeva di produrre 1 megawatt di energia alimentando la centrale con materiale vegetale come pioppelle, sfalci di potature, miscanto (una pianta graminacea ad alto accrescimento ndr). Cinque giorni dopo il sindaco ci rispondeva ufficialmente, con una lettera che è agli atti, che c’era la disponibilità del Comune, che anzi in linea di massima si valutava positivamente l’insediamento e che si manifestava grande interesse per la proposta, riservandosi un parere più dettagliato su progetto definitivo. In base a questo via libera siamo andati avanti. Scoprendo che successivamente il sindaco aveva cambiato parere».

Per la società, in sostanza, il progetto non è mai cambiato ed anche l’autorizzazione rilasciata alla fine della terza conferenza dei servizi, il 21 dicembre scorso, conferma che la biomassa utilizzata è solo quella proveniente da coltivazioni dedicate, in prevalenza cippato, ovvero legna vergine ridotta in tronchetti, segatura, cereali come sorgo o miscanto.

«Come società – conclude il presidente – chiediamo che il sindaco Bazzi spieghi ai suoi concittadini, portando il progetto del 2009 alla quale era favorevole e quello del 2011 e che sono uguali, perché ha cambiato idea».

La protesta contro la centrale autorizzata nel dicembre scorso si terrà domenica mattina, partirà alle 10 davanti al Municipio per dirigersi con una camminata alla stazione ferroviaria (via Marconi). Hanno aderito alla manifestazione, oltre all’amministrazione comunale, le associazioni agricole, i comitati ambientalisti.

Francesco Romani

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