Software gratis online? Truffa per 70 internauti

Il sito Italia-Programmi.net abbonava gli utenti senza informarli del costo. Adiconsum : chi è stato raggirato non risponda alle richieste di pagamento

di Nicola Corradini

Ha mietuto vittime anche nel Mantovano, almeno una settantina, una delle truffe informatiche più chiacchierate in questi mesi tra i viaggiatori di internet: quella di Italia-Programmi.net. Il sito, gestito dalla società Estesa Limited con indirizzo nella Repubblica delle Seychelles ma con un numero telefonico della rete di Vicenza, prometteva programmi software gratuiti a chi si fosse registrato. A chi smanetta tutti i giorni sulla tastiera questa è apparsa la tipica proposta che puzza di truffa. O quantomeno di pubblicità ingannevole. Ma per molti utenti – venticinquemila in tutta Italia, a quanto pare – è invece sembrata un’offerta convenientissima.

Sono stati traditi dall’assenza di evidenti avvisi sulla homepage del sito che chiarissero meglio i termini della cosa: vale a dire che registrarsi non era affatto gratuito. Lo hanno scoperto quando è arrivata al loro indirizzo elettronico un’email dalla società che li informava che avrebbero dovuto pagare 96 euro all’anno. E a chi non ha ottemperato sono arrivate pressanti missive della società che minacciava di adire a vie legali per pretendere il pagamento della quota. Nonostante l’Antitrust abbia riconosciuto come illecito il comportamento della società in questione, infliggendogli anche una multa da un milione e mezzo di euro, le lettere di sollecito alle ignare vittime sono continuate ad arrivare. E il sito è sempre funzionante, anche se oggi le istruzioni sono chiare: si dice in modo inequivocabile che il servizio costa 96 euro l’anno.

«Chi riceve i solleciti non deve pagare nulla – dice il segretario di Adisconsum di Mantova, Mario Cellamaro – Le prime segnalazioni ci arrivarono nell’ufficio di via Torelli in agosto. Consumatori disperati perché si trovavano invischiati in questa vicenda. Ancora oggi ci giungono telefonate. E nessuna delle vittime era stata informata che il servizio era a pagamento». Il modulo non richiedeva nemmeno il numero della carta di credito, come avviene in tutti i siti di acquisti online. Alla fine Adiconsum ha contato un settantina di segnalazioni, ma sono probabilmente la punta di un piccolo iceberg . «Il sito ha agito in modo non corretto, come ha stabilito l’Antitrust – dice Cellamaro – che ha inflitto la multa e interessato alla vicenda la Procura di Roma che ha aperto un’indagine». E pensare che sul sito, in questi giorni, veniva presentata come offerta del giorno uno dei più popolari programmi di condivisione che chiunque può scaricare gratuitamente senza ricorrere ad alcun “esperto”.

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