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Vince Tommasini: via i banchi contadini

Tre ore di dibattito per spostare il mercato contadino. Lite Sodano-Boschetti, Dall’Oglio sfida la Lega: ora rischia la cacciata

di Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. Tre ore di discussione accesa in consiglio comunale sullo spostamento del mercato contadino per far posto alle casette di Natale. E alla fine i produttori agricoli dovranno lasciare il Lungorio e andarsene in via Spagnoli e in via Goito per tre settimane. E non perché è stata bocciata la mozione bipartisan presentata dal leghista Dall’Oglio, ma perché è stata affossata la nuova versione emendata dal capogruppo Pdl Acerbi che li mandava in piazza Erbe, soluzione a loro più gradita. E così, mentre la maggioranza è andata sotto, con la Lega che ha votato con l’opposizione, può esultare l’assessore Tommasini che si è visto confermare la sua linea intransigente peraltro, in mattinata, avallata dalla giunta con una delibera.

Una seduta finita nel peggiore dei modi, con i metaforici stracci che sono volati, in corridoio, davanti a tante persone, tra il sindaco Sodano e il presidente del consorzio agrituristico Boschetti. «Lei non può venire nel mio ufficio, stringermi la mano e dire che l’accordo è stato raggiunto e poi andare fuori e sostenere il contrario» ha tuonato il sindaco contro Boschetti prima in aula, agitando la foto che immortalava la stretta di mano, in aula, e poi in faccia lungo il corridoio. «Lei è inaffidabile» ha replicato il presidente del Consorzio mentre i produttori agricoli, che avevano invaso pacificamente l’aula indossando grembiuli da lavoro e distribuendo mele, se ne andavano delusi: «Vorrà dire che per tre settimane non faremo il mercato» ha detto qualcuno, minacciando la serrata.

Dopo l’illustrazione della mozione da parte di Dall’Oglio, che voleva impedire lo spostamento del mercato, l’assessore Tommasini è intervenuto per spiegare le motivazioni del trasloco. Ad un certo punto il colpo di scena: «Abbiamo trovato l’accordo su piazza Erbe, proposta - ha precisato - avanzata non da me e nemmeno da Boschetti, ma da una terza persona». C’era però un problema: «In cambio - ha spiegato - i produttori vogliono che cambiamo il regolamento per impedire futuri spostamenti del mercato. È un ricatto inaccettabile perché il Comune ha diritto di governare il territorio». Si è poi scoperto che quella terza persona era l’assessore alla cultura, Daniela Bondavalli: «È stata lei - rivela Boschetti - a trascinarmi da Tommasini proponendomi piazza Erbe. Io ho risposto sì ma solo alle nostre condizioni». Il clima politico tra maggioranza e opposizione si accendeva e anche nella Lega, con Dall’Oglio che acconsentiva di emendare la sua mozione mandando il mercato in piazza Erbe solo per il Natale 2012 e in cambio della modifica del regolamento. Acerbi invece presentava un emendamento che diceva sì allo spostamento in piazza Erbe ma per tutte le festività natalizie a venire. L’emendamento Dall’Oglio veniva bocciato con le Lega che votava no insieme a centrosinistra e a parte del Pdl. «Questo è stato il suicidio politico di Celestino» sentenziava Chizzini, responsabile enti locali del Carroccio, con riferimento all’avvertimento che era stato spedito al capogruppo: vietato mettersi contro un provvedimento del compagno di partito Tommasini. L’emendamento Acerbi passava ma alla fine la mozione modificata veniva bocciata con 19 no (Lega e centrosinistra) e 14 sì (benediniani, parte del Pdl, Zanazzi, Ciliegi) e tre astenuti: (Gorgati, Linardi e Mazzoni del Pdl). «Abbiamo fatto sprecare alla cittadinanza 6-7mila euro per una serata inutile» ha chiosato Linardi.

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