La Guida dell’Espresso 2014 i Santini (Pescatore) nella top ten

Presentata alla stazione Leopolda di Firenze la guida d’Italia 2014 dei ristoranti dell’Espresso. Premiato il Pescatore, riconoscimenti per Osteria da Pietro e Ambasciata. Entra l’Hostaria del Teatro
I voti ai 21 ristoranti mantovani

ffMANTOVA. Gli anni passano, ma la sostanza non cambia: la famiglia Santini è sempre al vertice delle classifiche della ristorazione italiana. Una qualità che si conferma anno dopo anno, senza segni di stanchezza. Al contrario: per rimanere in vetta, infatti, non basta continuare a fare bene le stesse cose, bisogna cambiare. E cambiare con avvedutezza, perché quando si sbaglia, nessuno ti perdona.

Questo a Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio non è accaduto. E così anche per la guida d’Italia 2014 dei ristoranti de L’Espresso, presentata ieri alla stazione Leopolda di Firenze, il locale di Runate è il migliore in Lombardia. Primo assoluto, con 18,5/20. E sempre nella top ten italiana, decimo tra le 26 case che meritano i “tre cappelli”, vale a dire un punteggio di almeno 18/20. Non solo: al Pescatore è stato assegnato uno dei premi annuali speciali più prestigiosi, quello per “La qualità del made in Italy”, supportato dall’azienda vinicola Fontanafredda.

In una guida che quest’anno ha rivoluzionato i propri criteri di giudizio, visto che al di sotto dei 14/20 non vengono assegnati punteggi, le presenze mantovane sono ventuno, con un turnover rispetto all’edizione precedente legato anche ad alcune dolorose chiusure, segno dei tempi.

Dietro i Santini troviamo due ristoranti con un cappello, a quota 15/20: sono i confermatissimi Osteria da Pietro di Castiglione delle Stiviere e Ambasciata di Quistello. Con solo mezzo punto di differenza, ecco il nuovo ingresso col voto più alto, l’Hostaria del Teatro di Castiglione delle Stiviere. Allo stesso livello, il primo dei locali della pattuglia asolana: in riva al Chiese c’è grande fermento e tanta voglia di fare, e La Chiusa con i suoi 14,5/20 conferma la solidità della sua cucina di pesce di mare. Il tris di Asola è completato da La Filanda con 14/20 e il Gran Caffè Liberty con la menzione e il simbolo del risparmio. Sì, perché sono otto (non contando i quattro con semplice segnalazione) i ristoranti in provincia dove si può consumare un pasto a prezzi abbordabili. A quota 14/20 vengono premiati anche le grandi cucine mantovana de Il Cigno-Trattoria dei Martini e di Silvana Ferrari a Il Tesoro di Rivalta sul Mincio.

Vediamo i nuovi ingressi: detto dell’Hostaria del Teatro, ecco il Saltini di Pomponesco, con la specialità del luadèl, e La Cucina di Mantova, con la sua formula semplice ma innovativa. In ogni caso, a prescindere dai voti, la sola presenza sulla guida significa che in quel locale vale la pena andare. Poi, in base al giudizio, ciascuno si farà un’idea delle proposte dei diversi ristoranti.

gggBOTTURA SOLO IN VETTA. La Guida per lui ha inventato il “quarto di punto” che gli consente di restare da solo in vetta: 19,75/20 significa che è stato scelto come migliore in Italia, senza attribuigli quel 20/20 che varrebbe una perfezione che non può esistere. Massimo Bottura, mantovano di Villa Poma trapiantato a Modena, (nella foto) è ancora una volta il leader dei 26 “tre cappelli” della Guida d’Italia 2014. L’Osteria Francescana con la sua reinterpretazione della tradizione emiliana, ha di nuovo fatto il botto, dopo essere entrata tra i migliori tre ristoranti del mondo secondo il sondaggio tra gli addetti ai lavori.

L’Espresso quest’anno assegna tre “tre cappelli” più dell’anno scorso. Dietro a Bottura, sSale a 19,5/20 Piazza Duomo di Enrico Crippa, di Alba, che si affianca a Le Calandre di Sarmeola di Rubano e a La Pergola del Rome Cavalieri di Roma. Sale a 19/20 Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo di Orta San Giulio. Il cuoco protagonista di Cucine da incubo si affianca a Casadonna Reale (Romito) di Castel di Sangro, a Combal.zero (Scabin) di Rivoli Torinese, a Uliassi di Senigallia, a Vissani di Baschi. Salgono a 18,5/20, l’Antica Corona Reale (Vivalda) di Cervere, il St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina (Niederkofler) di Badia, La Peca (Portinari) di Lonigo, l’Osteria del Povero Diavolo (Parini) di Torriana, che si affiancano a Dal Pescatore (Santini) di Canneto sull’ Oglio, Duomo (Sultano) di Ragusa Ibla, Enoteca Pinchiorri di Firenze, La Madia (Cuttaia) di Licata. Salgono a 18/20, Agli Amici (Scarello) di Udine, Da Vittorio (Cerea) di Brusaporto, Laite (Meroi) di Sappada, affiancandosi a Colline Ciociare (Tassa) di Acuto, Enrico Bartolini di Cavenago Brianza, Madonnina del Pescatore (Cedroni) di Senigallia, Perbellini di Isola Rizza, Torre del Saracino (Esposito) di Vico Equense, Cracco di Milano (un passo indietro rispetto al 18,5/20 l’anno scorso).

Sono 63 i locali con “due cappelli”, cioè con punteggio fra 16,5 e 17,5/20 e 293 quelli con “un cappello”, con punteggio fra 15 e 16/20; per un totale di 382 “tavole di qualità” con un punteggio da 15/20 in su e quindi con almeno “un cappello”. La Lombardia si conferma la prima regione con 60 “tavole di qualità”, seguita dalla Campania (44), dal Piemonte (40), dal Lazio (33), dall’ Emilia Romagna (31), dalla Toscana (30) e dal Veneto (29).

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