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In raffineria sale lo stress I lavoratori: «Fermate la Mol»

Una delegazione anche da Sodano: «Primi malori in fabbrica, tensione alle stelle» Chiesto un intervento urgente per fermare la dismissione degli impianti

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MANTOVA. Alzare il tiro della protesta se Mol proseguirà con la dismissione della raffineria incurante della richiesta di stand-by del ministero. I lavoratori della Ies sono pronti anche a questo perché «qualcuno deve fermarli», perché la situazione all’interno dei cancelli di strada Cipata sta diventando davvero insostenibile, perché ci sono colleghi iniziano ad accusare malori dovuti allo stress di questi momenti. È una sorta di Sos quello lanciato ieri prima al prefetto Carla Cincarilli e poi al sindaco Nicola Sodano dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e l’ambiente (Rlsa) Azelio Bacchetta, Paolo Spadafora, Stefano Lodi Rizzini e Meri Scirè. In sostanza Mol starebbe disattendendo le azioni dettate durante l’incontro del 7 ottobre scorso a Roma dal dirigente del ministero dello Sviluppo Economico Giampiero Castano, vale a dire il blocco in questa fase interlocutoria di ogni azione volta a proseguire verso la trasformazione in polo logistico. «E questo sta creando malumori e stress tra i lavoratori - avrebbero spiegato i rappresentanti - al punto che alcuni hanno accusato malori sul lavoro, mal di testa, vomito...la tensione psicologica è davvero alta soprattutto tra chi lavora sotto gli impianti visto che se ci sarà la trasformazione in polo logistico sono i primi che rischiano di perdere il posto». Continuare a lavorare facendo finta di nulla è impossibile, la testa è fissa a quella scadenza del 31 dicembre verso cui l’azienda sembra aver accelerato il passo nelle ultime settime. E lavorare con l’angoscia nel cuore alla lunga innesca anche problemi di salute e, a catena, di sicurezza.

Di qui la richiesta al prefetto di un intervento immediato in qualità di rappresentante territoriale del governo per costringere l’azienda a non proseguire imperterrita sulla strada dello smantellamento. Preoccupazioni e angosce che Carla Cincarilli si è impegnata a riferire al ministero, determinata a dare loro una mano nell’ambito degli interventi previsti dal ruolo che ricopre.

«Io sono al vostro fianco e sarò con voi a Roma il 28» ha dal canto suo assicurato il sindaco che ha ricevuto le Rlsa insieme all’assessore all’Ambiente Mariella Maffini e al vicesindaco Espedito Rose. Al primo cittadino così come al prefetto, ma anche a Regione e Provincia, le Rsu hanno poi ieri fatto avere il documento con cui chiedono di non concedere autorizzazioni propedeutiche alla creazione del polo logistico. Se nessuno riuscirà a bloccare Mol, se lo smantellamento proseguirà nonostante tutto, i lavoratori non escludono di passare alla fase due della protesta. La raffineria è già in sciopero e ciò significa che gli impianti stanno lavorando al minimo tecnico, ma questo “avanti piano” potrebbe essere ulteriormente rallentato fino a fermare la produzione mantenendo gli impianti accesi in regime di sicurezza. Decisivo sarà la giornata di lunedì e l’incontro con il ministro Orlando su cui sono puntati gli occhi, i pensieri e le speranze di 400 famiglie.

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