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Blitz nella fabbrica abusiva Sigilli alle macchine tessili

Scoperta a Gambarara una Chinatown. Il capannone difeso dalle telecamere. L'azienda tessile doveva avere solo tre lavoratori e per questo non aveva chiesto l'autorizzazione al Comune. Si ritiene che invece a lavorare fossero almeno una ventina.

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MANTOVA. Si era travestita da piccola azienda tessile, con solo tre dipendenti e per questo non aveva chiesto l'autorizzazione al Comune, ma solo alla Camera di Commercio. Quello che il blitz delle forze dell’ordine ha rilevato nel capannone di via Correggio è invece una sorta di piccola Chinatown. Abusivismo e lavoro nero e almeno una quarantina di macchine da cucire. Tutto alla prima periferia della città, in un capannone industriale alla cui difesa era stata messa una telecamera di sicurezza. L’operazione è stata  eseguita  mercoledì dalla polizia locale e dai carabinieri dell’Ispettorato del lavoro e del nucleo Radiomobile di via Chiassi. Le prime misure sono la cessazione dell’attività, una denuncia penale nei confronti del titolare e una pesante sanzione amministrativa. Questo mentre altri accertamenti, su ulteriori possibili violazioni - ad esempio in materia di sicurezza sul lavoro - sono in corso.

 

 

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