L’idraulico che alleva le capre

Formaggi e filòs a Quingentole. E tutto per l’amore del profumo del fieno

A volte basta un ricordo del passato per innescare delle scelte di vita. A Daniele Ghizzoni è sempre piaciuto il profumo del fieno. Un profumo che ha segnato la sua infanzia: il padre casaro ha girato per numerose latterie dell’Oltrepò, da Quingentole a Magnacavallo. Contratti annuali, il fratello di Daniele gli faceva da assistente, al tempo si sarebbe detto sot caldéra, ma la famiglia nel tempo ha avuto anche stalle, con vacche, cavalli, caprette. E Daniele? Lui, che ora ha 37 anni, è diventato idraulico. Ma al profumo del fieno non ha saputo rinunciare. Così, quando si è trattato di allargare il suo magazzino di Quingentole, ha comprato un pezzetto di terra con una vecchia stalla ottocentesca a volti. E lì, al numero 7 di strada America - dove vive con la moglie Daria, ingegnere acustico - ha realizzato il suo sogno, che non è americano ma molto padano. Tutto è cominciato da una pecora, che però si sentiva sola, così ne è arrivata un’altra. Poi un asino. E, finalmente, una capra, per avere un buon latte al mattino. Le capre sono diventate quattro, così Daniele, non per nulla figlio di casaro, ha pensato di trasformare il latte in formaggio. Si è ricavato da solo una piccola sala mungitura e tutto quanto serve per la caseificazione. E’ nato così l’agriturismo delle Libiolette, un’azienda molto particolare, perché non è legata al reddito: «Per me è un rifugio per sottrarmi allo stress quotidiano - spiega Daniele - e per ricercare prodotti genuini, che hanno dietro una storia. Una storia che spiego ai clienti che accompagno in stalla, mentre nei supermercati la gente consuma ciò che trova sullo scaffale senza nemmeno leggere l’etichetta». Per condividere al meglio il tutto, Ghizzoni ha attrezzato la vecchia stanza del fattore con una cucina in acciaio e una stufa a legna; lì organizza cene con amici che durano quattro ore: nella prima si mangia, le altre tre sono fatte per raccontarsi delle storie, versione moderna del filòs.

E poi c’è il formaggio. Ora le capre in produzione sono 27, e c’è anche una vacca, Marta, ottenuta in pagamento di un credito. Per un po’ di tempo, da quando tutto è cominciato (nel 2005), il latte di vacca ha aiutato a integrare quello delle capre. Ora, invece, che le capre producono 90 litri al giorno, nella maggior parte dei formaggi c’è solo quello. I caprini di Daniele sono particolari: «Rispetto a quelli francesi, aciduli e forti, i miei sono più delicati, anche perché uso il caglio di vitello». Produce un Libiola, dal nome dell’azienda, poi un erborinato. E, ancora, un formaggio molto particolare: segue la lavorazione del grana, ma è fatto con latte di capra. C’è voluto un po’ di tempo per perfezionarlo, chiaramente assieme al fratello, ma ora sta riscuotendo un grande successo, al punto da non riuscire a stagionare le forme da 9 chilogrammi per il periodo previsto, che sarebbe di un anno. «Adesso stiamo vendendo quello di luglio» spiega Daniele. Che continua a respirare il profumo del fieno.

FATTORIA LIBIOLETTE

Quingentole (MN) - Via America 7

Telefono 393 1988412 daniele.ghizzoni@libero.it

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