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Patrimonio da sei milioni Ma l’attività è congelata

Tutti fermi. «Attualmente la Fondazione Bam è inoperativa, non possiamo più spendere soldi, dobbiamo limitarci agli affari correnti» allarga le braccia il vicepresidente Mario De Bellis. Tolti gli...

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Tutti fermi. «Attualmente la Fondazione Bam è inoperativa, non possiamo più spendere soldi, dobbiamo limitarci agli affari correnti» allarga le braccia il vicepresidente Mario De Bellis. Tolti gli euro del fondo Drigo, destinati alle borse di studio per i figli dei dipendenti Mps e alle associazioni di volontariato animate dagli stessi dipendenti, in cassa per l’attività 2014 ci sono soltanto i centomila euro donati da un benefattore anonimo. Regalo inatteso e commovente, ma destinato a esaurirsi presto. È dal 2013 che il Montepaschi ha chiuso il rubinetto, negando il “minimo sindacale” di 1 milione e 33 mila euro pattuito al momento della fusione con la Banca Agricola Mantovana. Per «contribuire al progresso della comunità mantovana in tutti i campi della qualità della vita» come prevede lo statuto della Fondazione. Attualmente inoperativa ma sempre solida, con un patrimonio largo circa 6 milioni di euro. Quattro di liquidi, denaro sonante, e altri due di beni immobiliari e artistici. Intanto, in attesa che la disputa con Mps si risolva definitivamente (anche in tribunale se sarà il caso), a Palazzo del Diavolo, la sede di corso Vittorio Emanule II, è già spending review. Dei quattro dipendenti ne sono rimasti due, il direttore ha rinunciato allo stipendio, presidente e consiglieri si sono tagliati il gettone. L’imperativo è tirare la cinghia. Conti alla mano, dal 2000, anno di costituzione, al 2012 la Fondazione Bam ha ricevuto da Siena 25 milioni di euro (circa). La media è di 1,9 milioni di euro all’anno, ma gli ultimi trasferimenti si sono assottigliati fino a galleggiare sulla soglia minima: 1,5 milioni nel 2010, 1 milione nel 2011 e così anche per il 2012. Poi basta più. La strozzatura coincide con l’acquisizione di Antonveneta Correva l’anno 2007.

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