I giorni della Vespa, raduno record con 10mila persone Video e Foto FOTO2 / 3 / LIVEBLOG Colaninno: grazie Mantova

I titoli di coda scorrono sulle note di “Sweet home Alabama”, mentre in piazza tira già aria di smobilitazione. Ogni tanto arriva ancora qualche ronzio, ma la scia è sempre più debole. L’ultimo giorno è tutto per gli organizzatori che, confortati dal successo del raduno, si prendono i loro applausi. Meritati. È il giorno dell’adrenalina ancora in circolo, dell’entusiasmo più forte della stanchezza. L’onda della nostalgia arriverà dopo.

Giù dal palco gli ultimi vespisti si salutano come parenti prossimi, fratelli e cugini di un’unica, larga tribù. Resistono ancora i russi, che sventolano la bandiera del Moscow Club. May I take a picture, please? L’inossidabile Nicki Trevathan è volata dalla Nuova Zelanda in Inghilterra, dove ha preso in prestito una Vespa dagli amici del Veteran Club Uk, ci ha caricato la sua tenda da campeggio e ha guidato fino a Mantova. I prossimi cinque mesi li passerà in giro per l’Europa. Della serie, 80 anni e non sentirseli addosso. Anzi, 80 anni e sentirsene 20. È proprio vero, chi Vespa mangia le mele e una mela al giorno leva il medico di torno.

Sul palco il microfono passa di mano dal presidente del Vespa Club Italia, Roberto Leandri, al presidente del Club Mantova Claudio Federici al presidente del World Club Martin Stift. Passione planetaria, quella della Vespa, che ha contagiato anche i vietnamtiti, premiati l’altra sera al Palabam per la loro prima partecipazione a un raduno mondiale. Il Vespa Trophy, invece, è andato al Club di Pordenone, che ha schierato una truppa extralarge e, lungo il tragitto per Mantova, ha collezionato un robustissimo numero di timbri sul travel book. Il diario di bordo da presentare ai check point.

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