Nuova legge sull’Opg. Trecento detenuti verso la dimissione

L'ospedale psichiatrico giudiziario

Stop ergastoli bianchi: in corso le scarcerazioni. Ma il passaggio a nuove strutture di cura non è automatico

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Nel giro di pochi mesi quasi trecento detenuti dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, internati perché considerati socialmente pericolosi, saranno liberi. Lo prevede la legge entrata in vigore il primo giugno, che sancisce l’impossibilità del protrarsi sia delle misure di sicurezza che detentive, provvisorie o definitive, per una durata superiore al tempo stabilito dalla pena per il reato commesso. In questo modo verrebbe eliminata la piaga dei cosiddetti “ergastoli bianchi” con la quale gli internati, a forza di proroghe, passano la loro vita in Opg, ma apre un altro grosso problema: una volta fuori, queste persone dove andranno a finire?

In questi giorni la procura sta valutando ogni singola posizione ed emetterà un provvedimento che, come prevede la legge, sancirà la liberazione dei detenuti. Per ognuno di loro, a seconda della residenza, sarà indicato il centro di salute mentale al quale dovrà fare riferimento. Ma non è automatico. Il detenuto-paziente potrebbe decidere di andarsene per i fatti suoi. Non sono previsti controlli. Una carenza organizzativa, che potrebbe preludere a situazioni difficili da gestire.

Al momento tra quelli che a giorni guadagneranno la libertà non ci sono soggetti responsabili di omicidi. Ma arriverà anche il loro turno, e dovranno essere liberati come tutti gli altri. In queste ore la procura ha già autorizzato la messa in libertà di cinque detenuti che hanno finito di scontare la pena. La preoccupazione è altissima, proprio perché queste persone torneranno libere senza alcun paracadute.

 

Il timore che possano ripetere i reati per i quali sono stati internati esiste. Il testo prevede che, salvo quando sono acquisiti elementi dai quali risulta che ogni altra misura diversa dal ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario non sia idonea ad assicurare cure adeguate, il giudice disponga nei confronti dell’infermo o del seminfermo di mente l’applicazione di una misura di sicurezza - anche provvisoria - diversa dal ricovero in Opg o in una casa di cura e di custodia.

Poi è previsto maggior rigore nell’accertamento della pericolosità sociale che giustifica il ricovero in Opg. L’accertamento va effettuato solo in base alle qualità soggettive della persona e senza tener conto delle sue condizioni di vita individuali, familiari e sociali. Non si può, inoltre, basare la pericolosità sociale sulla sola mancanza di programmi terapeutici individuali. Non sarà inoltre possibile disporre la custodia cautelare provvisoria in Opg dell’infermo e seminfermo di mente. La misura ora prevista è il ricovero in specifiche strutture ospedaliere.

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