Un drone contro i parassiti Predatori lanciati dal cielo

Agricoltura tecnologica. Il velivolo comandato sorvolerà i campi di mais Via alla sperimentazione con l’Associazione allevatori: è la prima in Italia

Saranno le nuove tecnologie a venire in soccorso degli agricoltori mantovani nella lotta contro i parassiti del mais. Ieri infatti l'Associazione mantovana allevatori e la Cooperativa mantovana allevatori, suo braccio tecnico e commerciale, hanno presentato l'ultimo progetto varato insieme. Si tratta di un drone quadricottero (dotato cioè di quattro eliche) che sorvolerà le colture mantovane e sarà di fondamentale importanza per la lotta alla piralide, un insetto parassita che attacca e distrugge le pannocchie. Come funzionerà il drone? Comandato da terra da un pilota dotato di brevetto Enac, l'apparecchio sarà dotato di un contenitore che al suo interno avrà uova di Trichogramma Brassicae, un imenottero parassitoide che colpisce le larve di piralide, neutralizzandole.

Le uova saranno rinchiuse in sfere di cellulosa perfettamente biodegradabili, e si schiuderanno dopo 15-20 giorni dal momento del lancio, bloccando la proliferazione della piralide, che tra luglio e agosto raggiunge il suo ritmo massimo: «Si tratta di una grandissima innovazione -spiega Gabriele Caleffi, direttore Ama- poiché l'insetto che utilizziamo è già presente in natura, e quindi non andiamo a intaccare alcun equilibrio. Dopo anni di parole finalmente è possibile passare ai fatti. Noi ci abbiamo sempre creduto». Gli altri vantaggi sono illustrati da Francesco Alessandrini, consulente zootecnico di Koppert Italia, l'azienda che fornirà sia il drone (un metro quadrato circa le dimensioni, costo stimato sui 40.000 euro) che gli insetti parassitoidi: «Finora la disinfestazione si faceva chimicamente e con il trampolo. Con il drone il balzo in avanti è evidente. Si tratta di una cosiddetta tecnologia autentica, che non ha impatti sull'ambiente. Siamo gli unici a usarla in Italia e tra i primi anche in Europa».

Prosegue il discorso Emanuele Zanforlin, rappresentante di Koppert: «Questo sistema garantirà efficacia del tutto pari al trattamento chimico, e avrà costi pressoché simili, ma consentirà di agire anche dopo giornate di pioggia o in terreni scoscesi, inaccessibili ai trampoli». La sperimentazione comincerà la prossima settimana su terreni adiacenti alla città (zona Canottieri) e nel Parco del Mincio. Saranno in totale 200 gli ettari coinvolti, che verranno tutti memorizzati dalla macchina grazie alla tecnologia gps, con 20 aziende che si sono dette disponibili a testare il drone. Chiunque fosse interessato a questa nuova frontiera della lotta ai parassiti può contattare il call center dell'Ama, presieduto da Valentina Nodari, al numero 0376 247231.

Nicola Artoni

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DEL DRONE AL LAVORO

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