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Le armi nucleari? Nella base militare a due passi dal Mantovano

Un gruppo di studiosi indipendenti americani ha fotografato le bombe nella base bresciana di Ghedi, a pochi chilometri da Castiglione delle Stiviere

Francesco Romani
1 minuto di lettura

MANTOVA. Che la base militare di Ghedi, 15 km in linea d’aria da Castiglione, contenesse armi nucleari era cosa risaputa, anche se mai ufficialmente confermata. Ma ora la Federation of American Scientist, un gruppo indipendente di esperti statunitensi ha fatto qualcosa in più.

Ha scovato e pubblicato sul proprio sito foto satellitari scattate il 12 marzo scorso che mostrano chiaramente la presenza di veicoli Nato progettati per la manutenzione delle bombe nucleari nella base bresciana. I “Nato Weapons Maintenance Trucks” (WMTs) sono parcheggiati davanti agli alloggiamenti del 704esimo squadrone Munitions Support (MUNSS), unità speciale dell’aeronautica statunitense (US Air Force) che ha il compito di proteggere e mantenere in esercizio le armi nucleari e che oggi sono presenti in 5 nazioni Nato (Belgio, Germania, Italia, Olanda e Turchia) e solo dove c’è la presenza di armi atomiche.

Per l’Italia si tratterebbe della base di Aviano, che ospiterebbe 20 testate nucleari e di Ghedi, appunto, con 20 bombe. Dati, è da sottolineare, che non sono confermati ufficialmente. La riservatezza della materia è tale che nel gennaio scorso, alla celebrazione del 50esimo anniversario della collaborazione nucleare Usa-Italia, la targa commemorativa posta a Ghedi non cita mai la parola “nucleare”.

Le bombe ospitate a Ghedi sarebbero di tipo B61 con potenza fino a 170 kilotoni, undici volte la potenza della bomba di Hiroshima. È previsto che queste armi siano sganciate da aerei italiani, i Tornado del Sesto Stormo dei cosiddetti “diavoli rossi”. Un compito che sarà svolto in futuro dagli F-35. Una eredità della guerra fredda a 15 km dal centro di Castiglione.

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