L’export rilancia la Sociale E ora le nozze con Bagnolo

La latteria colpita dal sisma vola con il 70% della produzione venduto all’estero Collaborazione avviata con la Santa Maria Formigada: in arrivo la fusione

Sono gli ambasciatori del Grana Padano mantovano, visto che esportano il 70% della produzione. Non solo: le 300mila forme prodotte ogni anno nel caseificio di Porto Mantovano (mille al giorno nei periodi più favorevoli) non bastano a soddisfare i clienti da tutto il mondo, principalmente catene della grande distribuzione, quindi altre 50mila vengono acquistate sul mercato, in genere da altre piccole coop mantovane. Protagonista è la Latteria Sociale, una delle strutture più colpite dal terremoto del 2012, ma che, nonostante le ferite e il crollo di buona parte delle scalere, ha rispettato gli impegni commerciali fino all’ultimo grammo. E ora si avvia ad abbracciare anche la Santa Maria Formigada di Bagnolo.

Presieduta da Stefano Pernigotti, la Sociale da anni ha affidato la direzione generale a Fausto Turcato, il fautore dell’exploit sui mercati esteri. Turcato, nel momento in cui ha deciso di puntare molto sull’internazionalizzazione,sperava di arrivare al 50% del fatturato. I risultati sono stati anche superiori, con una leadership acquisita in numerosi Paesi, in tutti i continenti. Il segreto del successo? Assicurare ai clienti un prodotto di qualità certificata, costante, con una massa critica adeguata e un packaging che assecondi le esigenze dei consumatori. Particolare da non trascurare: il formaggio è anche buono, molti dei conferenti operano nella zona dei prati stabili.

Non sarà romantico acquistare formaggio nelle confezioni di plastica, ma il Grana Padano è la prima Dop al mondo per quantitativi, non certo un prodotto di nicchia. E gli acquirenti sono soprattutto grandi catene, da Auchan a Walmart. Sono grandi gruppi che chiedono garanzie ulteriori rispetto alle semplici certificazioni e spesso effettuano controlli suppletivi. Come quando a Sant’Antonio si è presentato un addetto della statunitense Food and drug administration, l’Fbi del cibo. «Come nei film - racconta Turcato - ha sfoderato il distintivo dalla custodia in pelle. Al primo impatto è sembrato molto rigido, poi, quando ha capito che era tutto a posto, si è sciolto». Prova superata. Così come è andata benissimo l’ultima ispezione in ordine di tempo, quella in grado di aprire l’immenso mercato della Cina. «Sono arrivati in tre - ricorda Silvia Bertozzi, responsabile della qualità - per l’ispezione della Cnca, l’equivalente del nostro ministero della Salute. Abbiamo superato l’esame a pieni voti, assieme a un’altra azienda mantovana (la Sterilgarda, ndr)».

In proposito, giova ricordare che la Cina punta a far crescere il consumo di latte nell’ambito della dieta dei propri cittadini. «E in pochi anni puntano a diventare il maggior produttore mondiale» avverte Turcato. Per ora, tuttavia, devono guardare all’estero. E dopo lo scandalo del latte alla melamina, che provocò la morte di alcuni bambini e decine di migliaia di intossicazioni, quello della sicurezza casearia in Cina è un tema caldo. Ma non è solo il mercato cinese che si è aperto per la Sociale, sono stati passati anche gli esami della Russia, dell’Argentina. E poi ci sono le certificazioni Kosher, necessaria per i fedeli della religione ebraica (che negli Stati Uniti pesano tantissimo) e Halal, quella del mondo musulmano. «Siamo attenti a tutte le possibili esigenze dei consumatori - conclude Turcato -, stiamo studiando anche il “formaggio vegetale”, realizzato con caglio vegetale per i vegani. Restiamo ancorati al territorio, ma pensiamo globale».

E ora la Sociale, primo produttore di Grana del Mantovano e secondo a livello nazionale, si prepara ad allargarsi. Dopo l’incorporazione, avvenuta nel 2011, della San Sebastiano di Marmirolo, dal primo giugno scorso è stata avviata la collaborazione, che dovrebbe preludere alla successiva fusione, con la Santa Maria Formigada di Bagnolo San Vito. «L’Italia ha grande tradizione ma piccole realtà produttive - spiega Turcato - mettendosi insieme si razionalizzano i servizi finanziari, i rapporti con le banche, la contabilità, il commerciale».

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