L'addio di Ostiglia al maestro Vicenzi

Il direttore della Corale Verdi è stato salutato dai coristi e dai cittadini. "La tua vita ci ha segnato". Gli studenti: "Grazie per quanto ci hai dato"

MANTOVA. Il fermo immagine del maestro Giuliano Vicenzi è la sua mano alzata con la bacchetta e gli occhi puntati sui cantori. L'attimo prima del concerto. Quando poi con l'altra mano andava a chiudere i tempi, a zittire le "s" prolungate, a smorzare toni e alzare acuti. Acuti strozzati, ieri, ma fortemente voluti ad accoglierlo in chiesa a Correggioli dai suoi coristi della G.Verdi di Ostiglia (anche quelli degli anni '80), con la Cantata di Bach 147, l'Ave Verum di Mozart, il Sanctus et in Paradisum e quel Va’ Pensiero che lo ha accompagnato "solo" fisicamente lontano.

Centinaia le persone in chiesa che gli hanno tributato quel lunghissimo applauso spontaneo, tutto per lui, stavolta, quando il caro amico di sempre, Moreno Piccinini, il corista, collega professore e presentatore della corale G.Verdi ha pronunciato per l'ultima volta: "Signore e signori a dirigere come sempre, il maestro Giuliano Vicenzi". È lui che sintetizza molti pensieri: «Amico mio vedi quanta gente c'è? Ci sono cantanti, strumentisti, cittadini, scolari, amici, colleghi, famiglie intere. Significa che la tua vita è servita moltissimo».

Con don Bruno che si stringe alla famiglia, la moglie Carla, i figli Giacomo e Giovanni, la sorella Marisa, a celebrare la messa funebre c'erano anche don Lucio di Sustinente, fra’ Luigi, don Roberto Guernieri. Il sindaco di Ostiglia, Valerio Primavori, ha incoraggiato a non disperdere i progetti. Vittorio Leviti, presidente della corale G. Verdi, in lacrime: «Oggi è difficile perché hai lasciato un grande vuoto. Ci rimane la tua saggezza, le parole mai scontate e l'attenzione per ognuno di noi».

È un'unica voce anche quella dei ragazzi del coro di Pomponazzo, quelli del coro città di Mirandola: «Vogliamo salutarti tutti insieme come se dovessimo fare un ultimo concerto. Ci insegnavi, spronavi e scherzavi, e grazie a te le nostre piccole voci hanno dato gioia a molte persone». È Arianna, la nipote, a ringraziare "il pubblico": «Ciao zio, con tutti i tuoi difetti, che mai volevi ti fossero ricordati». Giuliano Vicenzi è stato stroncato da un infarto domenica mattina, all'età di 61 anni. (p.m.)

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