Mantova perderà anche la Sovrintendenza. Il sindaco convoca i parlamentari per impedirlo

Critiche al ministro anche dall'Arci: "Non possono penalizzare Mantova. Chiedere subito un incontro con Franceschini". Sodano ha convocato un vertice istituzionale per lunedì: salviamo la sede della Sovrintendenza. Cordibella di Italia Nostra: la città deve indignarsi e reagire al declino

MANTOVA. Mantova perderà anche la Sovrintendenza. Non è solo un rischio. Ieri Dario Franceschini ha annunciato il suo piano di riorganizzazione del ministero dei Beni culturali: scompaiono le sovrintendenze ai beni artistici - come quella di Mantova - che vengono accorpate a quelle dei beni architettonici (Brescia). Il ministro spiega che così taglierà 37 dirigenti. Inoltre nella logica di spingere sul turismo, che da un anno è tra le competenze del Mibact, Franceschini vuole istituire venti Grandi Musei, che affiderà a direttori tramite concorsi cui potranno partecipare anche manager esterni e stranieri. Tra questi 20 Grandi Musei Palazzo Ducale di Mantova non compare, nonostante sia uno dei più ampi e affascinanti musei d’Europa con i suoi 35mila metri quadrati di sale affrescate, giardini, cortili, gallerie senza citare la celebre Camera degli Sposi.

La prima reazione dal Comune arriva sotto forma di una convocazione da parte del sindaco di tutti i più alti rappresentanti istituzionali mantovani. Nicola Sodano ha annunciato questa mattina l'intenzione di convocare lunedì mattina parlamentari, assessori e consiglieri regionali mantovani per concordare un'azione comune con l'obietivo di salvare la sede mantovana delal sovrintendenza e di inserire Palazzo Ducale nell'elenco dei grandi musei,

Non è chiaro cosa succederà di musei importanti, come il Ducale di Mantova. Faranno parte di un polo museale della Lombardia insieme a tutti gli altri, senza più un sovrintendente. Come una scuola senza preside. Nè un sovrintendente guadagna molto di più: 3.200 euro a fine carriera. Il Ducale decapitato con ancora le ferite del terremoto da sanare? Che ne sarà dei bellissimi progetti di valorizzazione in corso? E pensare che il ministro, come già il predecessore Bray, aveva ventilato per il Ducale maggiore autonomia. Franceschini in particolare disse: i biglietti di ingresso resteranno alle casse del Ducale. Sarebbero 300mila euro l’anno per le spese.

A questo punto come reagisce Mantova? Franceschini ieri non aveva finito di parlare che subito è insorto il presidente mantovano di Italia Nostra (è anche in giunta nazionale) Sergio Cordibella. «Bisogna indignarsi, con l’accorpamento Mantova perde la Sovrintendenza ai beni artistici che aveva competenza anche su Brescia e Cremona. E’ molto preoccupante - continua - anche il fatto che alla guida delle sovrintendenze ci saranno solo architetti, viene meno il ruolo fondamentale degli storici dell’arte e l’obiettivo della tutela passa in secondo piano. Ma anche la valorizzazione turistica, in cosa consiste? Temo che i manager dei grandi musei si concentreranno sull’aspetto economico-culturale più che sulla tutela e conservazione che è quantomeno altrettanto importante». Ma Cordibella pensa soprattutto a Mantova e ricorda che finora il ministero è stato molto lento nell’occuparsi dell’unico importante bene artistico di proprietà dello Stato che è stato ferito dal terremoto.

«Finalmente sabato riapre la Camera degli Sposi, ma quante splendide sale restano chiuse! Basti pensare alla sala di Manto e a tutta Corte Nuova». In effetti lo stanziamento, promesso dal ministro Ornaghi (dopo di lui Bray e ora Franceschini) non è ancora stato tradotto in cantiere. «Se Mantova avesse più autonomia si sarebbe andati più veloci. I finanziamenti per la conservazione da molti anni sono assolutamente assenti e quelli del dopo terremoto inadeguati». Nonostante il sisma, e i visitatori persi per la lunga chiusura, Palazzo Ducale ha vissuto momenti meravigliosi e si è guadagnato il certificato di eccellenza 2014 di Tripadvisor. «E’ vero, Trame Sonore del maestro Fabiano con la sovrintendente Paolozzi Strozzi: 4 giorni indimenticabili, con le sale che risuonavano di grande musica e i visitatori, numerosissimi, incantati».

Dunque Palazzo Ducale è stato sottovalutato? «Senza dubbio. Il piano di Franceschini è un colpo durissimo per Mantova, ulteriore dimostrazione del suo declino. Questa vicenda è la testimonianza, il segno della debolezza della città in tutte le sue istituzioni e rappresentanze a vari livelli, anche se qualcuno si sta muovendo, come le parlamentari Giovanna Martelli e Flavia Piccoli Nardelli. Ma la città deve farsi sentire, non può essere così debole nella sua interlocuzione con Roma. Come se il Ducale non fosse di interesse mondiale, con la Camera degli Sposi di Mantegna, unico esempio di auto celebrazione di una famiglia dominante del Rinascimento italiano. Ma anche un palazzo, cresciuto in 5 secoli, una storia che si legge dal Medioevo all’Unità d’Italia, attraversando l’ascesa dei Gonzaga, la loro fine nel 1707, la dominazione asburgica e il Risorgimento, con le celle dei Martiri di Belfiore nel castello di san Giorgio».

Che cosa si può fare? «La prossima settimana andrò a Roma per capire qualcosa di più. L’unica alternativa possibile è l’autonomia per Palazzo Ducale. Mi amareggia che non sia stato inserito fra i 20 grandi musei. Ma bisogna battersi: non va penalizzato il suo ruolo culturale, ma anche di motore ecnomico per la città».

Intanto sulla vicenda interviene anche il presidente provinciale dell'Arci Mattia Palazzi. "L'accorpamento delle Sovrintendenze, richiesto dal processo di spending review, non deve penalizzare Mantova, già penalizzata da anni. Chiediamo al ministro e lavoriamo tutti affinché' la sede della stessa sia a Mantova e che Palazzo Ducale sia inserito tra i venti grandi Musei nazionali _ dichiara _ Apriamo subito una forte e propositiva interlocuzione con il ministro Franceschini. Una rinnovata e forte considerazione dei valori e del patrimonio artistico mantovano nel panorama nazionale ed internazionale sono fattori determinanti per riprogettare una politica ed una governance unitaria, dalla conservazione del patrimonio alla stessa capacità di promuovere economia della cultura. Mantova ha bisogno di ridarsi un progetto ed una missione, senza più divisioni e autarchie; ma abbiamo innanzitutto bisogno, adesso, di grande unità politica-istituzionale e culturale. E' bene che tutte le rappresentanze politiche e istituzionali, anche Regione Lombardia, congiuntamente chiedano da subito un incontro al ministro. Partiamo da qui per difendere e ripensare la nostra città ed il suo ruolo nel Paese. Ma non possiamo solo fare una battaglia di difesa. Dobbiamo riuscire a progettare anche un nuovo sistema di relazioni nazionali ed internazionali, dobbiamo contare di più, e sapremo farlo solo se rinnoveremo l'idea di Mantova".

La guida allo shopping del Gruppo Gedi