Auguri alla super decana: Vittorina oggi spegne 109 candeline

Vittorina Spaggiari tifosa della Juve

Vive in casa con la famiglia del nipote ed è in buona salute. Dorme 12 ore e fa pasti regolari: a pranzo niente vino, ma solo camomilla

SAN BENEDETTO PO. Festa per la decana mantovana che compie oggi 109 anni, traguardo raggiunto solo da 6 persone nella nostra provincia. Vittorina Spaggiari, nata il 31 agosto del 1905 a San Possidonio, nel Modenese, dal 1952 abita a San Benedetto Po dove ha gestito con il nipote e la sua famiglia la lavanderia “La modenese” in via Ferri. Una vita di lavoro, per cercare il quale è anche emigrata all’estero, e che oggi ricorda nella tranquillità di una famiglia che la accudisce

. Vittorina, a dispetto della veneranda età, dorme e mangia regolarmente, non ha acciacchi, salvo un po’ di sordità. Si alza tutte le mattine alle otto e mezza, fa colazione con latte; a pranzo mangia verdure e minestrina in brodo, senza vino, ma bevendo una camomilla. Al pomeriggio fa merenda con biscotti e la sera minestra e prosciutto crudo, della quale è ghiotta. Va a dormire alle 20.30.

È sempre stata tifosa juventina e conserva gelosamente un pallone firmato dalla squadra avuto come regalo. Fino a 105 anni andava in cyclette; amante dei viaggi, a 101 andò in vacanza a Ledro. Oggi sarà festeggiata dall’amministrazione comunale e dai numerosi parenti che ogni anno la vengono a trovare per gli auguri di compleanno. Carattere forte e ottimista, Vittorina ha conosciuto tutti gli eventi del secolo scorso. Figlia di due contadini, Alberto e Cleonice, era primogenita di 9 fratelli, ai quali è sopravvissuta. A 27 anni sposò un giovane del luogo, Giacomo Solieri.

Ma una peritonite fulminante la portò sul punto morte. «Raccontava che avevano già comprato il vestito da defunta – racconta il nipote Paolo Diazzi, 71 anni – e scherzando diceva che San Pietro l’aveva vista alla porta del cielo e l’aveva respinta». Da allora non potè avere figli. Si trasferì per lavoro con il marito in Germania ed in Svizzera. Lui operaio negli zuccherifici, lei a curare la mensa della fabbrica. Anni duri, conclusi solo nel dopoguerra quando un parente del marito, Serafino Solieri, propone alla coppia di tornare in Italia per gestire una lavanderia a San Benedetto Po. «È lì che ho conosciuto Vittorina – dice Bruna Bovi, 67 anni, la moglie di Paolo –. Ero stiratrice e lei gestiva con il marito il negozio».

Ma Vittorina rimane vedova poco dopo, nel 1961, con una attività e dipendenti da gestire. Così chiede al nipote Paolo di raggiungerla ed affiancarla nella gestione dell’attività. «Sono venuto a San Benedetto - racconta Diazzi – e lì mi sono innamorato ed ho sposato Bruna, che lavorava con mia zia». «Da allora viviamo tutti insieme – conclude Bruna –. Per noi è come una mamma». Auguri Vittorina.

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