Corsa notturna all'iPhone6 un indiano brucia tutti

Una cinquantina di appassionati nei negozi del centro per l'apertura a mezzanotte: "Non possiamo aspettare fino a domani". E il primo ad uscire dal 3Store è un immigrato che lavora in campagna

MANTOVA. «Cosa faccio? Mungo le vacche! – ampio sorriso – domani mi sveglio alle 4, vado in stalla e poi parto per l’India». Poco dopo la mezzanotte, Singh Parjinder è il primo ad uscire dal 3 Store di via Roma con il nuovo iPhone6, bruciato solo di pochi istanti da un altro appassionato che ha acquistato alla Vodafone, due passi più in là. Singh è indiano, munge vacche a Goito e senza l’ultimo figlioccio di casa Apple non può stare: globalizzazione (o occidentalizzazione) se ce n’è una. Eccola la febbre da iPhone in città, con tre negozi (c’è anche la Tim in via Principe Amedeo) che aprono a mezzanotte, non appena si scioglie l’embargo e si può vendere lo smartphone più atteso.
 
 
A curiosare è una cinquantina di irriducibili (clienti anche a Viadana). Nessuno osa fino al pigiama che alla 3 potrebbe valere uno sconto. Il primo di tutti è Tommaso Fantini, 33 anni, arrivato da Verona perché in via Roma il negozio è gestito da amici. Alle 21.30 era già lì. Perché questa ansia? «Perché domani già in tanti ce l’avranno e io voglio arrivare prima – spiega serenamente – per chi è appassionato è così. E poi il vecchio iPhone 5 l’ho già venduto, come faccio a rimanere senza?». Già, come si fa? Ha venduto a circa 500, ora si appresta a ricomprare a cifre che, a seconda dell’operatore e del contratto, possono raggiungere i 900 euro, dilazionati in una trentina di rate mensili. Si paga sostanzialmente solo il consumo o almeno così pare, perché alla fine il consumo è preconfezionato.
 
 
L’accoglienza nei negozi? Commessi sorridenti nonostante il turno by night, l’evento fa sorridere perché in fondo tutti oscillano tra la serietà della passione e lo scherzo del telefonino che vien di notte. Si apparecchia anche un tavolo di fortuna con pasticcini, spumante e Coca Cola, ma nessuno ci bada più di tanto. Tutti aspettano l’ultima creazione di casa Apple, che si può tenere in mano pochi minuti prima dello scoccare della mezzanotte e che diventa acquistabile solo mentre il campanile di Sant’Andrea suona il nuovo giorno.
 
«Sono venuto a vederlo, ma sono in spending review. Aspetterò il prossimo modello» dice Antonio Montefusco, 29 anni, di città. Aspetterà, ma è qui. Parte dell’evento pensato per mettere tutti sotto lo stesso ombrello. Da Cupertino alle vacche di Goito. 
 
E c'è anche chi, come Nicolò da Bagnolo e Sara da Mantova, che hanno preso la decisione più pratica: farsi trovare davanti alla Mediaworld, freschi e riposati alle 9 del mattino successivo e comprarsi il nuovo modello Apple appena arrivato, senza tirar tardi la notte.
 
 

LONATO. La notte bianca dell’iphone 6 arriva anche al Leone di Lonato del Garda e contagia non solo gli abitanti delle colline moreniche, perché in coda ci sono bresciani, ma soprattutto veneti e anche turisti giapponesi, in vacanza sul Lago di Garda. La corsa al nuovo prezioso telefono inizia giovedì mattina alle 8, ben 24 ore prima del lancio ufficiale. Il primo ad arrivare, infatti, è un giovane ragazzo di Asola. Resterà un’ora fuori dalle porte del centro commerciale, poi, all’apertura, resterà dalle 9 alle 22 davanti alla porta del negozio Apple; la notte scorsa, dalle 22 alle 5, la passerà di nuovo fuori, davanti all’ingresso del centro commerciale, e dalle 5 di mattino di venerdì sarà il primo davanti alla grande porta di vetro dell’Apple store di Lonato, accolto, alle ore 8, orario di apertura, da un lungo applauso dei commessi, ma anche dei suoi colleghi di coda.

In coda al Leone

 

VIADANA. In tanti anche a Viadana per aggiudicarsi il nuovo gioiello della Apple.

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