Morti all'ex Montedison, condannati 10 manager, undici risarcimenti. Tra i condannati l'ex presidente dell'Eni Mazzanti

Condanne a dieci dei dodici manager imputati e risarcimenti che si aggirano attorno al milione di euro per le famiglie delle vittime di mesotelioma. Ma per la morte dei 73 operai al centro del processo Montedison il giudice Grimaldi non ha riconosciuto il dolo. Per la prima volta un tribunale italiano ha riconosciuto la correlazione tra tumore del sangue e l'esposizione al benzene. Qualche famigliare delle vittime ha espresso amarezza: "La legge evidentemente non è uguale per tutti". Tra i condannati (5 anni) l'ex presidente dell'Eni Giorgio Mazzanti
 

MANTOVA. Cinquantasette anni e tre mesi di reclusione per l’omicidio colposo di undici operai e quasi otto milioni e mezzo di risarcimento alle famiglie delle vittime e agli enti che si sono costituiti parte civile. Con questa sentenza si è chiuso ieri, dopo 14 anni tra indagini e udienze, il processo ai dodici ex manager della Montedison accusati della morte di 73 dipendenti. Una sentenza, quella pronunciata ieri pomeriggio dal giudice Matteo Grimaldi, che farà storia.  

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Morti ex Montedison, la sentenza

In un’aula super affollata, come non si era mai visto finora e in un silenzio carico di aspettative e speranze, Grimaldi ha fatto giurisprudenza. Ha riconosciuto l’omicidio colposo per tutti quegli operai che si sono ammalati di mesotelioma per l’esposizione all’amianto e, per la prima volta in Italia, ha accolto il nesso di casualità tra l’esposizione al benzene e l’insorgere della leucemia nel caso dell’operaio Francesco Negri. Ma non ha riconosciuto il dolo per quanto riguarda l’omissione di cautele. E questo ha fatto precipitare a poche decine di migliaia di euro le richieste milionarie di Syndial e Polimeri.

Ma scendiamo nel dettaglio per passare in rassegna le singole condanne inflitte agli ex dirigenti del Petrolchimico. Giorgio Mazzanti, ex presidente dell’Eni, che nella scorsa udienza ha voluto essere presente in aula per rilasciare spontaneee dichiarazioni, è stato condannato a cinque anni di reclusione per omicidio colposo. La pubblica accusa ne aveva chiesti nove. E’ stato ritenuto responsabile della morte di sette operai. Sette anni e sei mesi a Pier Giorgio Gatti contro gli otto anni e sei mesi chiesti dal Pm. Il giudice lo ha condannato per il decesso di dieci dipendenti. A Paolo Morrione cinque anni e sei mesi di reclusione per la morte di sette operai. L’accusa aveva chiesto 7 anni e tre mesi.


Riccardo Rotti: sei anni e cinque mesi contro i 7 anni e tre mesi chiesti dal pm. Anche a lui viene contestata la morte di sette dipendenti. Quattro anni e tre mesi per Andrea Matiussi: quattro le morti che gli sono state imputate. Dai banchi dell’accusa era partita una richiesta di 6 anni e 6 mesi. Gianluigi Diaz: 4 anni e 6 mesi contro i 6 anni e 8 mesi chiesti dal procuratore capo: sei le morti di cui è ritenuto responsabile. Inasprita invece la pena ad Amleto Cirocco. L’accusa aveva cheisto 8 anni di recluisone. Il giudice Grimaldi l’ha aumentata di altri dieci mesi. A Gaetano Fabbri 7 anni e 8 mesi. Anche nel suo caso la sua pena è stata aumentata di sei mesi. Otto le morti di cui è ritenuto responsabile. Gianni Paglia, 5 anni e 7 mesi. La richiesta di pena era stata di 6 anni e 6 mesi. E infine Francesco Ziglioli, due anni e quattro mesi contro i cinque anni e cinque mesi chiesti dalla pubblica accusa. Per Giorgio Schena il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto l’assoluzione.

Processo ex Montedison, il pm Condorelli

E veniamo al risarcimento dei danni. Alla famiglia di Francesco Negri, come provisionale immediatamente esecutiva, dovranno essere sborsati un milione e 30mila euro. Ai famigliari di Nicola Balesini 600mila euro. Per Candido Calore 250mila euro. Agli eredi di Sergio Cusini 780mila euro. Ai familiari di Massimo Donzellini 780mila euro. Un risarcimento di 780mila euro anche per i familiari di Francesco Lana e quella di Luciano Monici. Agli eredi di Dino Beduschi, morto nel luglio scorso e che è stato anche testimone al processo senza sapere di aver contratto la malattia, andranno 300mila euro. Agli eredi di Mario Bonfante invece il risarcimento sarà di 780mila euro. Ai familiari di Sergio Campo andranno 560mila euro, mentre 800mila è la somma decisa per gli eredi di Franzoni.

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Le altre parti civili si sono viste ridimensionare di parecchio le richieste. A partire dal Comune di Mantova che ha ottenuto 30mila euro, 30mila anche la Provincia, 50 mila la Regione, la Filctem e la Uilcem 30mila, Medicina Democratica 30 mila, Polimeri 100mila, mentre l’Inail incasserà 354mila euro.

 

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