Psicosi clown picchiatori: il web abbocca ma è una bufala

I suzzaresi su Facebook e Whatsapp temono le malefatte di una banda che terrorizzerebbe giovani e anziani. Il sindaco di Gonzaga: "I bambini ne parlano a scuola"

MANTOVA. Una leggenda metropolitana rischia di rovinare la festa di Halloween a migliaia di bambini. Ma anche ai grandi. Da circa due settimane nella zona tra il Modenese e il Reggiano, si è diffusa una vera e propria psicosi. Centinaia di post su Facebook e messaggi su Whatsapp parlano di una banda di clown picchiatori, persone che, travestite da pagliacci, seminano il panico e fanno del male ai cittadini. Tutto falso, ma la paura è vera, tanto che la Prefettura di Modena è stata costretta a convocare una riunione sul tema. Anche alcuni sindaci hanno dovuto smentire le voci incontrollate che girano su internet. Da un paio di giorni la psicosi sta interessando anche la Bassa Mantovana.

«Me ne hanno parlato i miei figli, che vanno alle medie - spiega il sindaco di Gonzaga, Claudio Terzi - Ho detto loro che si tratta di uno scherzo e che qualche compagno ha solo cercato di spaventarli. Ma a quanto pare le storie di questo tipo che girano sono molte». Facebook in questo senso è un'arma pericolosissima. Sul gruppo “Sei di Suzzara se…” sono state pubblicate addirittura delle foto dei presunti clown picchiatori, condite con segnalazioni basate sul sentito dire. Urban legend. Una madre suzzarese racconta che a Gonzaga una persona sarebbe stata ferita dai pagliacci cattivi. Decine e decine di cittadini si dicono impauriti.

Una delle ultime segnalazioni in ordine di tempo è arrivata ai Carabinieri da Reggiolo: «Venite, c'è un pagliaccio con le mazze». Arrivati sul posto gli uomini dell'Arma non hanno trovato nessuno: solo la mamma della ragazza che aveva fatto la telefonata. Ai militari ha spiegato che un'amica di sua figlia avrebbe visto questi personaggi. Dall'inizio del mese di ottobre, le caserme soprattutto in provincia di Reggio Emilia sono tartassate di chiamate di ragazzini o genitori che spiegano che un loro amico, un loro figlio, un loro compagno di scuola avrebbero visto o avrebbero avuto a che fare con persone mascherate da clown che aggredivano i passanti, nella maggior parte dei casi giovani o giovanissimi. Ma poi, in concreto, tutti riportano per sentito dire: non c'è mai una testimonianza diretta. Mai una denuncia scritta. Ora la paura si è spostata nella Bassa mantovana.

«Io spero che questa cavolata non rovini la festa di Halloween che è stata organizzata a Suzzara», dice il primo cittadino Ivan Ongari. Il rischio esiste. I clown cattivi no.

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