Nuovo tonfo di Mps in Borsa. Profumo: indipendenza a rischio

Minimo storico per il titolo, in caduta libera dopo la bocciatura ai test della Bce. Dopo 542 anni, la banca più antica d'Italia è in bilico e il presidente dell'istituto ammette: l'obiettivo di stare da soli va riconsiderato. E i sindacati tuonano: è l’ora delle assunzioni di responsabilità in capo alla dirigenza passata e presente, ma anche da parte del governo, e delle autorità di vigilanza

MANTOVA. Ancora una seduta nera in Borsa per Mps che, tornata in negoziazione dopo oltre un'ora di stop, ha visto le perdite lievitare a -13,21%, a 0,634 euro per azione. Adesso il titolo è di nuovo in asta di volatilità.

Si tratta del nuovo minimo storico per il titolo, che è in caduta libera dopo la bocciatura ai test della Bce. Per l’istituto, che entro il 10 novembre dovrà presentare il piano per colmare il deficit di capitale emerso, non è escluso alcuno scenario, dal rinvio dei Monti-bond a una fusione.

«È l’ora delle assunzioni di responsabilità in capo alla dirigenza passata e presente, ma anche da parte del governo, e delle autorità di vigilanza, che sembrano non fare altro che subire i diktat delle oligarchie economiche europee» tuonano intanto unitariamente le sigle sindacali Dircredito, Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl e Uilca in merito al mancato superamento degli stress test.

«La gestione autocratica della crisi aziendale non porta da nessuna parte. Il fallimento di tale metodo è sotto gli occhi di tutti – rincarano i sindacati – Chi non è in grado di svolgere il proprio compito, anche a livello di governo e di vigilanza, chi non è in grado di difendere la sovranità nazionale, si faccia da parte evitando inopportune dichiarazioni. Il nostro futuro, il nostro lavoro, vengono prima di qualsiasi interesse di gruppo o di lobby».

E il presidente Alessandro Profumo che dice? Dopo gli stress test, per il Monte dei Paschi la strada appare praticamente segnata. La banca di Rocca Salimbeni dopo 542 anni dovrà dire, molto probabilmente, addio alla sua indipendenza. L’obiettivo di stare da soli «va riconsiderato» ha dichiarato a Radiocor Profumo. Che nel giugno di due anni fa, presentando il primo piano industriale della nuova gestione, nella sala nobile della Rocca a Siena, lanciò lo slogan “Siena 2020” per una banca tutta rinnovata che avrebbe cambiato il modo di dialogare con la clientela. Trenta mesi dopo, quell’obiettivo, ammette Profumo, «va riconsiderato. Mio malgrado». Sulla strada della eventuale aggregazione «nulla è precluso».

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