«Scelta civile ed ecologica» È boom di cremazioni

La Socrem compie 30 anni e supera i 5mila iscritti: tra i soci anche dei 18enni La percentuale dei mantovani balza al 45%: mille dall’inizio del 2014

Un tempo la scelta aveva un sapore ideologico, era una bandiera dell’anticlericalismo. Cento e passa anni dopo, accettata ormai dalla Chiesa, è incoraggiata come un «gesto di civiltà». Così da Giuseppe Zanini, presidente della Società mantovana per la cremazione (Socrem), 88 anni indossati con disinvoltura. Con l’energia di chi è convinto della bontà delle proprie idee. Di più, della loro giustizia. Fosse per lui, i cimiteri non esisterebbero più. Perché aggiungere cemento e togliere spazio a chi resta? Perché condannarsi alla traiettoria del disfacimento? Meglio finire in cenere, dentro un’urna o dispersi nell’acqua del lago Superiore (oppure dalle rupi delle Dolomiti). Come chiede più della metà di chi sceglie di finire in cenere.

E come Zanini la pensano in tanti. Ogni anno di più: i soci dell Socrem hanno superato quota 5mila, l’età media sfiora i 70 anni (ma ci sono anche dei diciottenni) e la scelta della cremazione pesa per un robusto 45% sul totale dei decessi. Percentuale elevata, che colloca Mantova sopra la media nazionale. Secondo i dati diffusi da Tea - che gestisce l’impianto di cremazione del cimitero di Borgo Angeli - nel 2013 sono state eseguite 4.417 cremazioni, di cui 967 relative a salme provenienti dalla provincia di Mantova e 3.450 da fuori provincia (Verona, Reggio Emilia, Cremona, Modena e Trento). Nel primo semestre del 2014 le cremazioni sono state 2.138, di cui 571 in provincia di Mantova e 1.567 da fuori provincia.

«Ci anima e motiva la volontà di non pesare sugli eredi, il desiderio di non inquinare l’ambiente, il rifiuto di disfarsi in una cassa» ripete Zanini, che ha alla spalle una vita intensa, un passato da partigiano e la memoria delle torture tedesche. Ecologista, dignitosa e pure egualitaria, la scelta della cremazione «perché il rito ponte tutti sullo stesso piano riducendo le differenze sociali e affranca le famiglie e la società da un debito lunghissimo e molto gravoso». Niente sontuose tombe di famiglia che fanno ombra a lapidi modeste.

E poi, sì, il rovescio (o la testa) della medaglia è l’aspetto economico: «La cremazione conviene, soprattutto agli iscritti – ribadisce Zanini – Noi ci occupiamo di tutta la documentazione e applichiamo le convenzioni». In soldoni, ai soci la cremazione costa meno di 400 euro. Ai quali vanno poi sommate le spese per il funerale.

Iscriversi alla Socrem (che il mese scorso ha tagliato il traguardo dei 30 anni di attività) costa 17 euro per il primo anno, 12 i successivi: per ulteriori informazioni è possibile telefonare allo 0376-220886, oppure chiedere al banchetto che oggi sarà allestito davanti al cimitero. La scelta è anche filosofica, «perché decidere per la cremazione significa affrancarsi da vecchi retaggi culturali».(ig.cip)

La guida allo shopping del Gruppo Gedi