Altri 10 giorni per tentare di salvare la Ocis

Da oggi diventava esecutivo l'ordine di sfratto per l'industria metalmeccanica: scene di rabbia e disperazione dei lavoratori all'arrivo dell'ufficiale giudiziario scortato dai carabinieri. I sindacalisti della Fiom Cgil radunano i lavoratori in assemblea. Poi l'accordo-ponte tra le parti: ordinanza in stand-by fino al 21, si cerca una soluzione

MANTOVA. Proteste e rabbia questa mattina davanti allo stabilimento Ocis di Ostiglia, l’industria metalmeccanica per la quale doveva scattare il decreto esecutivo di sfratto. I cinquanta dipendenti si sono trovati davanti ai cancelli in attesa che si presentasse l’ufficiale giudiziario per notificare l’obbligo a lasciare fabbrica e macchinari.

Quando l'ufficiale ha fatto il suo ingresso accompagnato da carabinieri e avvocati non sono mancate scene di pianto e di rabbia. I sindacalisti della Fiom Cgil hanno radunato i lavoratori in assemblea mentre iniziava la trattativa tra le parti.

E alla fine la buona notizia: lo sfratto è stato rinviato di 10 giorni. "Le parti hanno deciso di sedersi a un tavolo per tentare di arrivare a un accordo - spiega uno degli avvocati della Ocis Pietro Poltronieri - è la prima volta che si apre il confronto, che ci si siede attorno a un tavolo". Per salvare la Ocis c'è quindi tempo fino al 21 novembre, altrimenti lo sfratto a quel punto diventerà esecutivo. "A questo punto abbiamo deciso di sospendere l'assemblea e i lavoratori rientreranno al lavoro nel pomeriggio con gradulità - ha aggiunto in tarda mattinata Giuliano Cicogna, della Fiom Cigl - nella speranza che entro il 21 le parti trovino un accordo".

Nei giorni scorsi la Ocis, sfrattata per morosità dal proprietario degli immobili, la Clean Energy, ha posto due possibili ostacoli. Il primo è rappresentato dall’opposizione presentata in extremis ieri al Tribunale di Mantova dal neo avvocato della ditta, Pietro Poltronieri. Al giudice per le esecuzioni Andrea Bulgarelli è stata presentata la richiesta urgente motivandola con la situazione giudiziaria ancora in divenire e tre procedimenti non conclusi contro la Clean Energy: un giudizio d’appello sulla legittimità dello sfratto che sarà discusso nel maggio 2015; una causa civile che si dibatterà a dicembre ed un procedimento penale ancora in capo alla procura. Bulgarelli ha fissato la data di discussione della richiesta di sospendere lo sfratto al 24 novembre. Il secondo inciampo potrebbe essere un possibile incidente di esecuzione, ovvero la contestazione diretta che ferma i lucchetti quando si verifica siano «lesi diritti altrui».

E qui potrebbe scattare la constatazione che i macchinari sarebbero in capo ad una società diversa dalla Ocis. Infine la Procura ha ancora la possibilità di dare ok alla richiesta di dare copertura in quanto vittima di attività estorsive alla Ocis, fatto che sospenderebbe tutte le esecuzioni in corso. Il Comune di Ostiglia, intanto, ha espresso solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie. «Il sindaco Primavori, e il vice sindaco Omero Vinciguerra, sono stati a colloquio più volte con il Prefetto di Mantova e auspicano una conclusione positiva della vicenda per non mettere a rischio il lavoro e il futuro dei circa 50 dipendenti e delle loro famiglie» spiega una nota.

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