Ordinanze abbatti-nutrie La Lav: «È bracconaggio»

Animali sott’accusa per i rischi alla tenuta degli argini: raffica di provvedimenti L’ente animalista: «Stiamo valutando di denunciare cacciatori e sindaci»

MANTOVA. La piena è passata, ma quello che viene dopo rischia di alimentare a lungo il flusso delle polemiche. Alle ordinanze di abbattimento di nutrie, volpi e tassi emesse da alcuni Comuni e giustificate dall’urgenza di agire «in presenza di criticità connesse con la piena del Po», la Lav (Lega antivivisezione) replica minacciando denunce per bracconaggio ed istigazione a delinquere. Per l’associazione di tutela animali, infatti, non ci sono i presupposti per emanare le ordinanze varate ad esempio da San Benedetto Po, Bagnolo San Vito e Borgo Virgilio e si configurerebbe per chi eventualmente caccia, il reato di bracconaggio, nonché quello di uccisione di animali (articolo 544 del codice penale che punisce con la reclusione da 3 a 18 mesi «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale».

«Ci faremo inviare le ordinanze – spiega Massimo Vitturi, responsabile nazionale settore caccia e fauna selvatica della Lega antivivisezione –. Da quanto ci hanno già illustrato i nostri referenti locali, siamo in presenza di ordinanze che non trovano legittimità dalla situazione reale. Il presupposto è infatti che le nutrie abbiano aumentato i rischi, ma ciò è un assunto dato per sicuro, ma non è provato. Invece le ordinanze vanno giustificate con elementi sicuri, certi. Visto che il sindaco agisce d’urgenza».

Oltre a mancare l’analisi e la valutazione, per la Lav le ordinanze sono logicamente sbagliate perché la piena è passata e con essa l’eventuale pericolo.

«Queste ordinanze, semmai, avrebbero avuto senso prima della piena, sicuramente non dopo – conclude Vitturi – quando l’urgenza non è più presente. Per questo stiamo valutando con il nostro ufficio legale dei ricorsi amministrativi e delle denunce penali. Inoltre c’è da aggiungere che in zona è sospesa la caccia e quindi sarà molto complesso fare dei controlli ad eventuali squadre che facciano battute alle nutrie, o alle volpi, o peggio ancora ai tassi, specie non cacciabile. Le ordinanze non hanno limite, come invece i piani di contenimento e violano ogni regola di caccia, come lo stop notturno. Agendo così, si fa solo un danno».

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