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Scarpe rosse contro la violenza sulle donne

Anche a Mantova è stata celebrata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Dibattiti, denunce e installazioni di scarpe rosse per simboleggiare la sopraffazione, il dominio e il controllo che l'uomo vorrebbe esercitare sulle compagne

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MANTOVA. Ogni tre giorni una donna muore per mano del proprio marito, fidanzato, innamorato. Il fenomeno del femminicidio è più sviluppato al Nord, seguito dal centro e dal Sud e il più delle volte, il luogo del delitto è la casa. Nel 70% dei casi l’autore dell’omicidio è italiano e compagno di vita della vittima.

Sono le statistiche fornite dalla Casa delle Donne di Bologna, secondo uno studio realizzato in Italia nel 2013, e presentate ieri mattina nella sede della Cgil, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. I membri della Cooperativa Centro Donne in collaborazione con l’Associazione 194 Ragioni di Mantova, Coordinamento Donne Spi Cgil e il Gruppo Donne di Arcigay “La Salamandra” si sono riuniti prima al mattino e poi alla sera, in piazza Mantegna, per dare voce alle storie di alcune delle donne ferite a morte, vittime della violenza maschile.

Con un’installazione di scarpe rosse e posti occupati, sono state riportate alla memoria le testimonianze di un fenomeno che copre tutte le generazioni e le classi sociali come risultato di una mentalità maschile di sopraffazione, di controllo e di dominio: "La violenza contro le donne dimostra radici così profonde nella nostra cultura che anche le strategie istituzionali, le nostre reazioni indignate, le nostre condanne rivelano un’inconsapevole complicità con l’universo che la genera", spiega Stefano Ciccone, citato da uno degli uomini partecipanti alla manifestazione.

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