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Da studenti a imprenditori, cosi il Fermi sfida la crisi

I ragazzi dell’istituto mantovano hanno illustrato le tecniche per ottenere biocarburante dalle alghe. Al seminario sulle opportunità in Europa anche un esempio di impresa formativa

Gabriella Scavazza
1 minuto di lettura

MANTOVA. Da studenti a giovani imprenditori. Un passo che sembra impossibile al giorno d'oggi, ma non per i ragazzi dell'Istituto superiore Fermi che ieri hanno presentato le loro idee di business nel corso di una giornata di studio su scuola e startup. Gli alunni delle classi V° ad indirizzo Chimico e V° E-T, hanno illustrato come sia possibile ottenere biocarburante attraverso le alghe, ma anche risparmiare energia elettrica quando si mette in funzione la lavatrice. Due metodologie di lavoro nate grazie all'ingegno ed allo studio, elaborate come se facessero parte di una vera e propria impresa.

Al Fermi gli studenti sfdano la crisi

Un'opportunità di crescita delle competenze resa possibile anche grazie alle tecnologie interne all'Istituto, guidato dalla dirigente Cristina Bonaglia. Sono così nati i progetti “SeSe BioDiesel” e “F.A.R.E. Elettrik”. «Ci è stato affidato il compito di produrre biocarburante –spiega Nicola Barbieri che ha preso parte alla ricerca portata ieri all'attenzione da Federico Maccari e Chiara Leali- Le biomasse ideali per questo genere di prodotto sono le micro alghe, hanno una resa maggiore e non necessitano di terreni agricoli per crescere. Incrementando i lipidi è aumentata anche la produzione di olio che serve per avere il diesel».

Nei laboratori della scuola è in corso la coltivando delle alghe in un fotobioreattore. Un percorso complesso, per giungere al termine del quale sono stati necessari tre anni, «ma adesso ci auguriamo possa essere applicato a livello industriale». A Lorenzo Cleopatra e Marco Bettoncelli è spettato invece il compito di spiegare in cosa consiste il Fare Elettrik. Insieme ai loro compagni hanno partecipato al modello di Impresa Formativa Simulata. Una sorta di nuova alternanza scuola-lavoro, in cui lo studente collabora con il docente formando una specie di cooperativa. «Abbiamo costruito un dispositivo da connettere alle lavatrici -raccontano Lorenzo e Marco-, che permetterà di ottenere un risparmio energetico sull'ordine di 36 euro all'anno per famiglia. Si acquisisce acqua calda e fredda contemporaneamente, evitando di scaldarla all'interno dell'elettrodomestico. Il prototipo è funzionante ed è stato presentato a Monza e Verona. Ha ottenuto il premio come migliore idea imprenditoriale».

Come se non bastasse, i ragazzi hanno creato un'app scaricabile su smartphone, attraverso la quale si può calcolare l'emissione di Co2 in atmosfera, inserendo il numero di lavaggi settimanali, la spesa sostenuta ed il risparmio che si otterrebbe se venisse impiegato il dispositivo. Un lavoro durato appena 3 mesi. «La scuola si è notevolmente evoluta a livello tecnologico -ha detto il professore Pasquale Guariglia-. Una cultura che quì all'Itis è molto radicata. Dobbiamo preparare i ragazzi ad un nuovo modo di risolvere i problemi, creando nuove opportunità di lavoro in Italia». Le dimostrazioni degli studenti sono state precedute dal seminario sulle possibilità di fare impresa in Europa.

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