Valdaro spa in profondo rosso: verso la liquidazione

Le banche non rinunciano agli interessi e i conti della società, controllata all'88% dal Comune di Mantova, sono in caduta libera. Il consiglio d'amministrazione convoca l’assemblea per giovedì 11 dicembre. Il debito verso gli istituti di credito ammonta a circa 23 milioni di euro

MANTOVA.Forse siamo alla parola fine. Schiacciata dai debiti, la Valdaro spa potrebbe andare verso la liquidazione. L’ultima parola spetterà all’assemblea dei soci convocata per giovedì 11 dicembre, alle 17. L’altro giorno il consiglio di amministrazione della società controllata per l’88% dal Comune di Mantova ha preso atto del no delle banche creditrici al piano di rientro dal debito proposto dal presidente Patrini e ha deciso di dare la parola ai soci.

All’ordine del giorno dell’assemblea ci sono lo scioglimento e liquidazione della società e la nomina del liquidatore. «Se liquidazione sarà - dice il sindaco Nicola Sodano - si chiuderà in attivo, visto che il patrimonio, costituito dai terreni da vendere, è superiore al debito. Non sarà, quindi, un crac».

La Valdaro spa ha un debito verso le banche di circa 23 milioni di euro e 750mila metri quadrati di aree da vendere al prezzo di 40 euro al metro (100mila metri) e di 42 (i restanti 650mila metri). Esclusa la ricapitalizzazione («è una strada che abbiamo già intrapreso una volta - osserva il sindaco - ma oggi non siamo in grado di percorrerla»), resta la liquidazione della società nata nel 2000 sulle ceneri del Consorzio per lo sviluppo industriale mantovano costituito 20 anni prima.

«Speriamo che il buon senso prevalga - auspica il presidente Aldo Patrini - sia nella politica che nelle banche che non si arrivi alla liquidazione perché sarebbe uno spreco di denaro e di valore». La situazione finanziaria è, però, sempre più pesante.

Al 30 settembre la Valdaro spa ha chiuso con una perdita di 2 milioni 215mila euro, dovuto agli interessi - 1.360.000 euro - che le banche hanno applicato, rifiutando così il piano predisposto da Patrini. A meno di ripensamenti dell'ultima ora. Tre i punti previsti: la riduzione degli interessi all’1,25% per il 2014, il che avrebbe consentito di pagare 300mila euro a fronte di un milione 600mila euro; un incontro successivo tra gli istituti di credito e i tecnici della Valdaro spa per spostare in avanti di dieci anni la scadenza del debito, garantito da ipoteche sui terreni mediante l’emissione di obbligazioni della società; la modifica dello statuto per privatizzare la Valdaro.

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