Ok allo statuto, la Canottieri è salva

Grande partecipazione all'assemblea di questa mattina nella tensostruttura allestita nel parco della sede dell'associazione: quasi 4mila soci, tra presenze fisiche e deleghe. Il presidente Pelagatti: una grande risposta a chi non ci credeva. La retta di frequenza per il 2015 passa da 310 a 350 euro per risanare il bilancio e consentire gli interventi di manutenzione straordinaria sulle strutture

MANTOVA. La Canottieri Mincio è salva. Questa mattina l’assemblea dei soci ha approvato a stragrande maggioranza (un solo voto contrario) il nuovo statuto che le consente di sanare le irregolarità evidenziate dagli ispettori ministeriali e di continuare la sua ultracentenaria vita.

La Canottieri Mincio approva lo statuto

All’appuntamento decisivo per la società si sono presentati 1.028 soci , portatori di deleghe per un totale di 3.585 votanti, con gente ancora in coda all’accreditamento mentre nella tensostruttura erano già in corso i lavori: ampiamente superato, dunque, il numero legale (2.492) e i timori della vigilia di non riuscire nemmeno ad aprire l’assemblea. Soddisfatto e commosso il presidente Massimo Pelagatti nel proclamare l’approvazione dello statuto: «Ringrazio tutti i soci - ha detto dal palco tra gli applausi scroscianti - di aver scelto la strada giusta. Con la vostra massiccia presenza siamo riusciti a stupire tutti, soprattutto quelli che non ci credevano e ci esortavano a lasciar perdere. Noi abbiamo fatto tutto secondo le regole: adesso questa meravigliosa realtà potrà continuare a vivere dando lustro ai propri soci e alle proprie attività».

Il dibattito si è ridotto a due sli interventi, uno dei quali ha sollevato il problema del compenso per gli amministratori della Canottieri previsto dal nuovo statuto; il presidente, però, tra gli applausi ha rassicurato l’assemblea: «Non abbiamo alcuna intenzione, almeno sino alla fine del nostro mandato, di chiedere compensi per il cda e nemmeno di nominare un amministratore delegato.

Finita la parte straordinaria l’assemblea si è occupata di quella ordinaria che prevedeva la nomina, dopo anni, del collegio sindacale, la coopetazione del nuovo socio Mirko Todeschi nel cda al posto della dimissionaria Paola Dugoni l’approvazione dei regolamenti di sede ed elettorale e l’aumento di 40 euro della quota sociale. Per quanto riguarda i sindaci e il nuovo membro del cda si è votato a scrutinio palese e, dunque, i risultati saranno resi noti nel tardo pomeriggio.

Non dovrebbero, però, esserci sorprese sulla nomina del collegio proposto dal consiglio di amministrazione (Patrizia Geremia, Francesco Bonfanti e Luca Gasparini, effettivi, Nuvolari e Vinci supplenti) e nemmeno sulla cooptazione del nuovo amministratore. I 1.160 presenti (in rappresentanza di 3.807 soci) hanno invece votato all’unanimità, in modo palese sia il compenso per i sindaci (5mila euro all’anno solo per gli effettivi), che i due regolamenti, mentre l'aumento  della quota annua che, per il 2015, salirà da 310 a 350 euro (con lo statuto è previsto anche un aggiornamento annuale in base all’indice Istat), è passato a maggioranza (i no sono stati espresis da quattro soci detetori di alcune deleghe al momento non quantificabili).

«L’aumento - ha spiegato Matteo Cantoni del cda - ci servirà per mettere in ordine i conti nell’arco dei prossimi tre anni e per far fronte alle spese straordinarie di manutenzione delle nostre strutture. Per l’anno prossimo ci impegnamo fin da ora a mettere a norma gli spogliatoi degli atleti di canoa e canottaggio. Oltre che a portare in assembela qualsiasi spesa relativa all’incremento delle nostre strutture, come ad esempio la piscina coperta di cui si parla da tempo».

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