Fuga di monossido, conviventi trovati morti nel Cremonese

La tragedia a Rivarolo del Re. Le vittime, stroncate dalle esalazioni sprigionate da una caldaia a metano del bagno, sono: Pietro Vezzoni di 74 anni e la convivente romena Anna Unteanu di 66 anni. L'allarme è scattato perché l'uomo non si era presentato all'ospedale di Mantova per una seduta di terapia.

RIVAROLO DEL RE (Cremona). Li hanno trovati senza vita, in bagno: Pietro Vezzoni, 74 anni, residente a Villanova, frazione di Rivarolo del Re (Cremona), e la sua convivente romena Anna Unteanu, 66 anni, residente a Grontardo (Cremona), sono rimasti vittime una disgrazia domestica originata dal monossido di carbonio. I rilievi dei Vigili del fuoco, ieri in tarda serata, sembrano essere inequivocabili: la caldaia a metano del bagno, messa in funzione, sprigionava il gas letale. La tragica scoperta è stata fatta dai Carabinieri, entrati nell'abitazione.

L'allarme è scattato quando dall'ospedale di Mantova è arrivata una richiesta di chiarimenti in merito al fatto che Vezzoni, in cura presso il nosocomio mantovano per una serie di terapie, non si era presentato. La sorella Zaira si è recata sul posto, insieme al cugino di Vezzoni, Franco, ma con le chiavi non è riuscita a entrare. Dall'interno i due avevano chiuso entrambe le porte d'ingresso con dentro le chiavi. I congiunti hanno chiamato i carabinieri. Sul posto sono giunti i militari di Rivarolo del Re, quelli del radiomobile e del nucleo operativo di Casalmaggiore (Cremona). Un vicino di Vezzoni, Silvio Azzi, ha procurato una scala con cui poi un carabiniere è riuscito a entrare. Una volta dentro i militari hanno trovato i due corpi esanimi, nel bagno. La temperatura era molto elevata a causa di una stufa accesa. C'era sangue.

Uomo e donna erano nudi, a terra, lui prono parzialmente sopra di lei, supina, e i corpi presentavano dei tagli. In un primo tempo sia i tagli che il sangue avevano fatto pensare a un omicidio-suicidio. Era anche sospetto il fatto che l'uomo avesse le braccia sotto il corpo, come se si potesse essere conficcato un coltello nel torace.

Sulle pareti però non c'erano gli schizzi di sangue presenti in questi casi. Con l'arrivo del medico necroscopo, il quadro si è chiarito e si è poi capito che le lacerazioni erano dovute alla decomposizione. Sembra che l'uomo e la donna potessero essere deceduti già da un paio di giorni. E in effetti l'ultima volta che Vezzoni era stato visto era stato martedì.

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