Caccia ai colpevoli del disastro Valdaro. Ma solo del passato

La giunta verifica le operazioni del periodo 2005-2010. Il sindaco Sodano: «Basta attribuirci responsabilità che non abbiamo». La società è in liquidazione

MANTOVA. I conti della Valdaro Spa finiscono sotto la lente del liquidatore. Non i conti attuali, quel debito milionario che ha affossato la società immobiliare. La giunta di via Roma, vale a dire il socio di maggioranza, ha dato mandato con tanto di delibera al commercialista Riccardo Ronda di «verificare eventuali responsabilità degli amministratori del periodo 2005-2010».

È il consiglio d’amministrazione della Valdaro che ha preceduto l’avvento del centrodestra e del sindaco Nicola Sodano, per intenderci. Quello presieduto dal senatore Maurizio Lotti, scomparso di recente quando in via Roma governava la giunta diretta da Fiorenza Brioni. Ad annunciare la decisione è lo stesso Sodano nel corso di una conferenza stampa convocata poco dopo la riunione dell’esecutivo di via Roma.

Il sindaco ha dato il senso politico dell’incarico affidato per delibera al liquidatore che ha preso il posto dell’ultimo presidente della Spa, Aldo Patrini, lo scorso 11 dicembre. «Un modo per ricordare di chi è veramente la responsabilità dei 23 milioni di debito che abbiamo ereditato – attacca d’impulso il sindaco – continuiamo ad essere criticati sulla stampa locale per il bilancio in rosso della Valdaro Spa, ma gli accusatori (opposizioni, ndr) si dimenticano che quando siamo arrivati noi al governo abbiamo trovato la situazione in questo stato».

A quel punto Sodano raddrizza il tiro: «Non dico che sicuramente ci sono delle responsabilità negli amministratori della Valdaro Spa di quel periodo, dico solo che vogliamo cautelarci. Per questo abbiamo dato l’incarico a Ronda di analizzare il quadro di quel periodo».

È poi l’assessore Roberto Irpo a circoscrivere ulteriormente il significato della delibera. «Vogliamo semplicemente verificare se nel 2005-2010 sono state assunte decisioni (o ne sono state omesse) che hanno poi determinato lo stato attuale della Spa – spiega – Se verranno verificati gli estremi di una responsabilità, la questione sarà portata a conoscenza dell’assemblea dei soci e successivamente il Comune prenderà le decisioni conseguenti».

Ma perché attendere cinque anni? Non potevate accertare subito? «Si, è vero – risponde Irpo – ma la nostra missione era tentare di salvare Valdaro e occorreva la massima serenità. Avviare una verifica avrebbe fatto ritenere all’esterno che eravamo intenzionati a chiudere tutto, ma allora eravamo impegnati al contrario a salvare la Spa. La colpa, secondo noi, non è delle banche ma di chi ha fatto scelte che hanno portato all’esposizione. Sarebbe stato sufficiente ricorrere ai mutui per evitarlo. Ma non è stato fatto».

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