Mercurio nel canale Sisma, la Provincia accusa Edison

Una veduta del Polo chimico di Mantova

Ordinanza con ultimatum dell’assessorato all’Ambiente: progetto di risanamento in un mese. Quintali di veleno sversati e mai rimossi. Grandi avverte: «È solo il primo atto»

Quattro quintali di mercurio distribuiti in 75mila metri cubi di sedimenti che ricoprono il fondo del canale Sisma. E sono là da almeno 35 anni. Stiamo parlando di quel corso d’acqua industriale che nasce all’interno del polo chimico e sfocia nel Mincio, di una «potenziale fonte di inquinamento dell’ambiente fluviale» al momento confinata da una griglia di contenimento che «non può essere considerata sufficiente come soluzione definitiva in grado di tutelare l’ambiente e la salute per le generazioni future».

A scriverlo nero su bianco sono gli uffici dell’assessorato all’Ambiente della Provincia nell’ordinanza emanata martedì 10 marzo in cui finalmente viene individuato il responsabile della contaminazione: si tratta di Edison spa che ha gestito il sito dal 1960 al 1980 e al quale viene intimato di presentare «uno specifico progetto di bonifica/messa in sicurezza operativa/permanente». Tempo a disposizione: 30 giorni. Insomma il risanamento non è più rinviabile «tenuto conto dell’ingente - si legge - quantitativo di mercurio e altri inquinanti contenuto nel canale Sisma». Se ciò non dovesse accadere, il ministero dell’Ambiente potrà agire in sostituzione per poi rivalersi sull’azienda per il recupero delle somme.

«Dopo 30 anni in cui si parla del mercurio nei laghi, finalmente si sta facendo luce - commenta soddisfatto l’assessore Alberto Grandi - Si tratta del primo passo per cominciare ad occuparci non solo di quello che c’è sotto il Sin, ma anche nei laghi mettendo le aziende davanti alle loro responsabilità. Ed è solo il primo passo».

L’ordinanza appena emessa è infatti il primo stralcio del procedimento avviato dalla Provincia il 25 giugno 2014 e volto a individuare il responsabile del rilevante inquinamento da mercurio presente in una vasta area del Sin (Sito di interesse nazionale) delimitata dal canale di presa delle acque industriali del polo chimico e dallo sbarramento del Fornice di Formigosa.

Ebbene dal 1957 al 1991 al petrolchimico sono stati attivi gli impianti per la produzione di cloro e soda caustica che utilizzavano le celle a catodo di mercurio. Fino al 1972 dall’impianto di trattamento acque che interveniva in fondo alla linea uscivano «fanghi “a basso tenore di mercurio” non trattati» che «venivano rilasciati nei reflui della rete fognaria industriale e scaricati da questa nel corpo idrico supeficiale», vale a dire nel Sisma. Non solo. Dalla corposa documentazione allegata all’ordinanza emerge «una forte correlazione» tra il mercurio ancora oggi presente e «altri inquinanti caratteristici derivanti dal disfacimento degli anodi di grafite nel ciclo cloro-soda». Anodi che vennero abbandonati solo nel 1979. Insomma: «I sedimenti attualmente presenti nel canale sono attribuibili agli scarichi effettuati nel periodo che va dal 1957 al 1979». E spetta quindi ad Edison bonificare.

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