Orti al posto dei banchi: il disagio a Mantova si supera così

L’esperienza del Centro polivalente Bigattera: formazione per chi ha difficoltà. Il coordinatore: «Un aiuto concreto a chi vuole entrare nel mondo del lavoro»

MANTOVA. In pochi conoscono il Centro polivalente Bigattera (che fa capo a For.Ma, azienda speciale della Provincia di Mantova), che ha sede in via Toscani 3, e le persone che vi lavorano. Ma vale davvero la pena di scoprirlo. Addentrandosi nella struttura, l'energia che si coglie è positiva: cooperazione, entusiasmo, voglia di produrre e mettersi in gioco.

Ragazzi con stivali da campo, grembiuli da cucina, operatori che li seguono, li spronano, sia all'esterno che in laboratorio. I giovani vanno veloci, da un settore all'altro, ridono e fanno battute come tutti gli studenti fra i corridoi di scuola; solo che qua il corridoio è un sentiero erboso sulla via per le serre. In pochi sono a conoscenza delle realtà di agricoltura sociale, un nido che accoglie e accompagna soggetti in difficoltà nel complesso mondo della formazione e dell'inserimento lavorativo, in un periodo storico in cui questo è divenuto un percorso accidentato anche per i soggetti più specializzati.

Il centro polivalente Bigattera, sorto all'interno di una corte agricola, nasce all'inizio degli anni '90 come istituto di formazione regionale, proponendo un percorso professionale triennale alternativo agli studenti uscenti dalla scuola media; diventa poi un'opportunità per i ragazzi che hanno abbandonato o terminato le scuole superiori, al fine di favorirne l'accompagnamento e inserimento nel mondo del lavoro, un percorso indispensabile per ragazzi con disagio o difficoltà. Bigattera diventa così a tutti gli effetti un centro di formazione e orientamento al lavoro.

Albertina Chirico, coordinatrice del centro, illustra il progetto e i suoi protagonisti: «L'utenza prioritaria in Bigattera è data da giovani con disabilità lievi, soprattutto psichiche, ma comunque autonomi e in grado di svolgere mansioni, che hanno necessità di ulteriore formazione e di un supporto per essere integrati nel mondo del lavoro. Sono soggetti che stanno terminando il percorso di studi tradizionale - generalmente frequentano il quarto o quinto anno -, o l'hanno abbandonato. Partecipano ai nostri laboratori parallelamente alla scuola superiore per poi, al suo termine, entrare a tutti gli effetti nel nostro percorso formativo, per la maggior parte pratico». I ragazzi sono quasi tutti al di sotto dei trent'anni, anche se ultimamente nel gruppo si sono aggiunti soggetti più grandi, che hanno perso il lavoro e che desiderano un ulteriore periodo di formazione o riqualificazione.

Il centro è dotato di diverse aree di lavoro: il campo aperto, una prima serra per l'orticoltura - dove viene prodotta soprattutto verdura di stagione -, una seconda serra per la floricoltura ed infine un laboratorio di trasformazione - con cucina - dove il raccolto viene poi trasformato sott'olio, sott'aceto, in conserve, marmellate, composti; in alcuni workshop i ragazzi si cimentano anche in composizioni floreali.

«I nostri percorsi accompagnano gli utenti nell'acquisizione di specifiche competenze in ambiti variegati, tutti legati al settore agricolo: testando le varie mansioni, noi operatori siamo in grado di captare le predisposizioni di tutti, scoprire in cosa sono bravi e specializzarli. Il percorso termina sempre con un'esperienza di tirocinio aziendale, dove gli allievi possono mettere in pratica le conoscenze acquisite e percepire un'indennità di frequenza», sottolinea Albertina. «Il nostro interesse primario è che questi giovani non siano mai visti come un peso per le aziende, ma anzi come una risorsa. Il caso esemplificativo è la storia di un ragazzo affetto da autismo che durante il nostro percorso ha dimostrato una singolare precisione e abilità nei compiti manuali. Il suo tirocinio l'ha portato a sperimentarsi in un'azienda che preparava espositori per piccoli prodotti, dove la sua capacità è stata premiata: ora è assunto a tempo indeterminato con la conseguente soddisfazione di essere autonomo».

 

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