Casa: in cinque anni mercato dimezzato

Le case a Borgochiesanuova

I numeri dell’Agenzia delle Entrate raccontano la paralisi dell’economia E quella delle aste giudiziarie sta diventando la “piazza” più importante

MANTOVA. Tra i temi più importanti della campagna elettorale c’è quello del consumo del suolo. Ovvero: la città deve guardare a se stessa così com’è adesso, lavorando sull’esistente per migliorarlo e recuperarlo, senza pensare ad ulteriori espansioni edilizie che inciderebbero sul patrimonio verde (certo non si tratta foreste, ma di campagna e alberi sì) e, più in generale, sugli spazi disponibili.

La città chiede aria, insomma. Ma come la mettiamo con il suolo già consumato ed edificato? Come la mettiamo con i piani urbanistici già attuati a cavallo fra il 2008 ed il 2010 e rimasti praticamente deserti? Tutto può essere riassunto in qualche numero, tratto dal sito dell’Agenzia delle Entrate: nel 2008, prima del crack Lehman Brothers che ha sancito l’inizio della crisi mondiale, in tutta la provincia erano state registrate 4.684 compravendite di edifici residenziali. In città, nello stesso anno, le compravendite erano state 697. Nel 2013, in tutta la provincia, le compravendite sono state 2.439, di cui 363 in città.

Un cantiere rimasto in sospeso

Siamo di fronte ad un mercato immobiliare dimezzato nel breve volgere di cinque anni. E’ questo il punto, pur grave? Non solo, purtroppo: nel pacchetto del complessivo ragionamento sul futuro di città e provincia vanno messe le consistenti quantità di immobili che ogni mese vengono venduti alle aste giudiziarie.

Al momento, fra aprile e maggio, sono in programma più di 300 aste di case ed edifici in città e in provincia. Questo significa che allo sciagurato calo delle compravendite va aggiunta una considerazione: non solo non si comprano (e non si vendono) quasi più immobili, ma le famiglie fanno sempre più fatica a tenersi stretto il loro patrimonio, per il quale hanno pagato il mutuo per anni.

Infatti, a solo significato di ordine di grandezza, il numero degli immobili all’asta in questi due mesi è quasi pari al numero complessivo delle compravendite in città nell’intero 2013. Se la tendenza è questa, vuol dire che a fine anno le vendite giudiziarie rappresenteranno, paradossalmente, la voce più importante del mercato immobiliare mantovano. Con tutta la sofferenza personale, sociale ed economica che questa devastazione comporta.

Non dimentichiamoci che il mercato immobiliare, soprattutto in una provincia come quella mantovana dove quasi ogni famiglia ha la casa di proprietà, racconta una storia molto più articolata rispetto ai semplici dati statistici. Racconta di nuove famiglie che non si comprano più la casa (non possono farlo, sono lavoratori precari o hanno perso il lavoro), racconta di muratori che non lavorano più per le aziende che ristrutturano o costruiscono gli immobili, raccontano di un piccolo esercito di agenti immobiliari che resta a commissioni zero, o quasi. Racconta di aziende costrette a portare i libri in tribunale. Infine, con i prezzi che tra il 2012 ed il 2013 hanno perso più del 10% (stima dell’Agenzia delle Entrate che va presa con le pinze perché si tratta dei valori dichiarati ai fini fiscali), racconta di una notevole svalutazione patrimoniale, in soli 12 mesi, a carico delle famiglie che hanno venduto.

Vale la pena, rimanendo in campo finanziario, dare un’occhiata alla dinamica dei tassi d’interesse per verificarne l’incidenza. L’andamento dei tassi ha avuto una forte influenza sul mercato immobiliare, favorendone l’espansione nei primi anni 2000, contribuendo alla frenata del 2007 e al deciso ridimensionamento del 2008, anno in cui il livello medio dei tassi iniziali praticati aveva superato il 5,5%. Le politiche della banca centrale europea per il contenimento dei tassi di sconto, adottate già a partire dall’ultimo trimestre 2008, avevano portato nel 2010 i tassi medi riferiti alla prima rata per i nuovi mutui ipotecari ad un livello decisamente più contenuto, pari a 2,7% mediamente.

Un altro cantiere iniziato e poi non terminato

Nel biennio 2011 - 2012, il maggior rischio di insolvibilità dei clienti e la crisi mondiale hanno influito sull’aumento (+1,52 punti nel biennio 2011-12) del tasso medio applicato dalle banche ai mutui ipotecari per l’acquisto di abitazioni, nonostante il tasso ufficiale di sconto sia stato molto contenuto fino a scendere al minimo storico il 13 novembre 2013 (0,25%). Nel 2013 il tasso medio è diminuito di 31 punti base. Va aggiunto che la diminuzione dei tassi d’interesse, combinata alla diminuzione del capitale unitario erogato (i prezzi si sono abbassati e c’è meno disponibilità a spendere per l’acquisto), ha portato ad una diminuzione generalizzata della rata media mensile che è passata da 720 euro nel 2012 a quasi 682 euro mediamente nel 2013.

 

 

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