Addio alla decana degli albergatori mantovani

Si è spenta all'età di 95 anni Jole Pirotti vedova Menozzi. Con il marito gestì gli storici hotel Italia e Dante

MANTOVA. Jole Pirotti vedova Menozzi ha chiuso il libro della sua vita, nel quale tante pagine e per tanti anni erano state scritte dall’accoglienza e dall’ospitalità professionale. Aveva 95 anni e generazioni di mantovani la ricorderanno al fianco del marito Giorgio all’albergo Italia, poi al Dante fino agli Anni 2000. Si può proprio dire c’era una volta un Menozzi Amilcare che, stanco di andare in giro da Due Castelli (non ancora Castelbelforte) con carretto a cavallo vendere galline, capponi e uova, nel 1910 rischiava di trasferirsi a Mantova, come oste all’insegna del “Can cha baia a la lὒna”, in Pradella, di fronte al teatro Andreani.

Quattro anni dopo, avvicinamento al Sociale: la trattoria “Due rose” con stallo si affacciava sul Rio, addossata al Palazzo del Diavolo. Aveva anche messo su famiglia, moglie e tre figli e il primogenito Francesco, classe 1898, si era messo in proprio per gestire l’osteria con alloggio “Al Buongusto” in vicolo Leon d’oro, giusto in tempo per farsi la prima guerra mondiale come dirigibilista ed atterrare a Pontedera, dove conosceva Amelia Geri che , diventata sua moglie, lo seguiva al “Buongusto”.

Intanto, il patriarca Amilcare aveva attraversato un’altra volta Pradella per aprire nel 1924 l’albergo Italia, in una elegante palazzina a tre piani addossata alla Cassa di Risparmio di Verona e Vicenza. Lo affiancavano Francesco ed Amelia, mentre il minore dei Menozzi, Giuseppe, avviava l’albergo Moderno, di fronte alla stazione ferroviaria. Qualche anno dopo sarebbe passato alla trattoria del Telegrafo, in via Cesare Battisti. L’albergo Italia aveva solo 20 stanze ma diventava famoso per la sua cucina, governata da Angelo Menozzi, cugino. Punto di incontro in bella stagione, i tavoli sul marciapiede. Tre figli dall’Amelia e da Francesco: Giorgio, maestro- elementare, Luciano insegnante di matematica e Maria, moglie del notaio Enrico Bagnoli.

Seconda guerra mondiale, Giorgio ufficiale nei carristi, tedeschi che requisivano l’albergo dopo l’8 settembre 1943 e un soldato sparava contro Francesco, mancandolo di pochi centimetri perché non c’erano stanze libere. Finalmente la pace e i nuovi progetti di risanamento del centro di Mantova: abbattuta la palazzina, ma l’albergo Italia rinasceva nel 1955 in nuova e più lussuosa sede di piazza Cavallotti.

Veniva il 1967, Francesco e l’Amelia pensavano di riposarsi, passando il testimone a Giorgio ed alla moglie Jole Pirotti. Solo due anni, perché già nel 1965 era partita una nuova impresa familiare con lhotel Dante di via Corrado, lasciato nel 2008. Intermezzo dal 1970 al 2001 anche l’hotel Apollo, di fronte alla stazione, quando era già venuto il momento del figlio Claudio, che ha dato continuità dal 2009 alla storia d’impresa con l’attuale Dante Residence Hotel in via Agazzi, al Dosso del Corso.

Domani, giovedì 23, alle 9.45 i funerali nella parrocchiale di San Barnaba e il ricordo che rimarrà di una gentile e sempre sorridente signora, come del resto lo era il marito Giorgio, impegnato spesso nella hall in serissimi confronti scacchistici con amici–rivali.

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