Liceo Belfiore, battesimo civico per gli studenti

Una copia della Costituzione per centoquaranta ragazzi. La preside: la scuola deve formare le persone

MANTOVA. Battesimo civico per gli studenti delle classi quinte del liceo scientifico Belfiore ieri nel salone mantegnesco dell'università di Mantova.

I rappresentanti delle istituzioni hanno consegnato a ciascuno dei centoquaranta ragazzi una copia della Costituzione italiana, per sottolineare il rito di passaggio della maggiore età che trasforma i giovani in cittadini a tutti gli effetti. «La funzione della scuola – spiega Marina Bordonali, preside del Belfiore – non è solo quella di formare professionisti, ma anche e soprattutto quello di formare le persone».

E proprio in quest'ottica si è pensato al battesimo civico dei ragazzi, sottolineando l'importanza del senso di responsabilità di ciascuno.

Il diciottesimo anno di vita è un anno di svolta, perché ci si affranca dalla patria potestà dei genitori, ma è anche l'anno in cui la coscienza civica dovrebbe essere responsabilizzata. A tale proposito è stato chiamato ad intervenire Gregorio Arena, presidente di Lapsus, che da anni con la sua associazione di volontari si occupa del concetto di sussidiarietà ed ha spiegato ai giovani quali siano le connessioni fra la nostra costituzione e la cura dei beni comuni.

«In una società complessa come quella contemporanea – ha detto Arena – è sempre più difficile per le istituzioni curare il territorio e i cittadini si sentono sempre più spesso parte attiva nella tutela e nella cura del bene comune.

«Ridipingere una scuola, potare un giardino, tenere vivo un dialetto, sono tutte modalità per essere cittadini attivi. Partecipando alla vita della comunità si esce dalla solitudine, si creano relazioni e tutto questo fa bene alla democrazia ed è l'unica vera via per uscire dalla crisi. Noi italiani abbiamo tanti difetti, ma abbiamo anche moltissimi pregi e siamo la vera risorsa di noi stessi. Curare il bene comune è un modo per rendere cittadino anche chi giuridicamente non ha la cittadinanza italiana.

«Ci sono intere comunità straniere che per rendere migliore il luogo in cui vivono partecipano attivamente alla vita pubblica. In questo modo si crea un senso comunità e si liberano le energie. Tuttavia per prendersi cura del bene comune è necessario un regolamento comunale che “legittimi” i cittadini a tale attività, perché per la legge italiana la cura dei beni pubblici non riguarda i cittadini, ma solo le istituzioni.

« In settanta comuni italiani questo regolamento è stato introdotto e sta portando a enormi benefici per il territorio».

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