Elezioni a Mantova: indagato per le firme irregolari

Il leghista Simeoni è indagato

Il leghista Simeoni, che salvò il sindaco Sodano dal voto di sfiducia nell'ottobre scorso, è nei guai per la lista di Sogliani. La difesa: "Mai io non so nulla"

MANTOVA. Non c’è tornata elettorale, in via Roma, senza che le carte non prendano la strada di via Poma, sede della procura della repubblica. Era successo nel 2010, quando le firme false erano comparse a macchia di leopardo a sostegno di questo o quel candidato e avevano portato a diverse condanne, e sta succedendo anche stavolta, benché eventuali responsabilità siano ancora tutte da accertare.

Carlo Simeoni, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale e nuovamente in lizza per le amministrative del 31 maggio prossimo sempre nelle fila del Carroccio, è indagato dai carabinieri per le presunte irregolarità nelle firme a sostegno della corsa a sindaco, poi abortita, di Gilberto Sogliani. Al caso, scoppiato pochi giorni dopo la presentazione degli elenchi dei candidati all’inizio del mese, stanno lavorando gli uomini dell’Arma, sollecitati dall’esposto del presidente del consiglio comunale, Giuliano Longfils. «Non so nulla – si schermisce Simeoni al telefono – vuole sapere se ho sottoscritto le firme in modo irregolare? Non dico assolutamente niente, ci pensa il mio avvocato».

Anche Gilberto Sogliani, che nel frattempo ha ritirato la sua candidatura (ma comparirà sulla scheda e dunque sarà votabile perché non si può tornare indietro), riferisce di non essere ancora stato contattato dagli inquirenti: «Non ho ricevuto nulla. In ogni caso sono tranquillo, è tutto regolare e non ci sono problemi». I problemi potrebbero esserci invece se i carabinieri trovassero conferma alla segnalazione di Longfils, secondo il quale Simeoni potrebbe aver autenticato le firme senza essere presente al momento della raccolta. Il che configurerebbe un reato di falso ideologico, perché è evidente che un pubblico ufficiale qual è un consigliere comunale non può dichiarare buone e legittime delle firme senza aver verificato di persona chi le abbia vergate.

E, secondo quanto filtra dagli ambienti politici, sarebbe stato lo stesso Simeoni a lasciarsi sfuggire serenamente la confidenza davanti a Longfils e al segretario generale del Comune, Annibale Vareschi. Le conseguenze sulla tornata elettorale del prossimo 31 maggio? La prima si è già consumata con il ritiro di Sogliani dalla competizione.

Per il resto, però, nulla a stretto giro, perché le verifiche andranno per le lunghe e dunque tutti, Simeoni compreso, saranno regolarmente sulla scheda. Altra cosa, naturalmente, è l’impatto del danno di immagine. Soprattutto per un consigliere già finito al centro delle polemiche per la convulsa notte del salvataggio di Nicola Sodano dal voto di sfiducia nell’ottobre scorso. Quando Simeoni non votò e lasciò l’aula, così raccontò, per un malore.

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