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Tea: emissioni in picchiata a Mantova con il teleriscaldamento

Secondo l'azienda, l'ampliamento delal rete lungo la maxi-arteria di via Brennero ha ridotto al minimo il ricorso alle caldaie a gas. Abbattuto il consumo di metano e produzione di anidride carbonica quasi a zero

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MANTOVA. Il teleriscaldamento allunga le sue diramazioni in città e abbatte le emissioni di C02 provenienti dalle cosiddette “caldaie di soccorso” a metano solitamente chiamate a supportare il turbogas nelle ore di maggior richiesta di calore. Un terzo rispetto all’inverno precedente e addirittura un nono se confrontato con la stagione termica 2012/2013: a raccontarlo sono i dati sui consumi di gas delle centrali di viale Fiume, viale Montegrappa, Lunetta, Ospedale. Vale a dire: 6.499.734 metri cubi standard (o sm3) nel 2012-2013; 2.503.303 sm3 nella stagione termica 2013-2014 e 75.187 sm3 in quella 2014-2015.

Questo significa, come confermano da Tea, che nell'ultima stagione termica il teleriscaldamento cittadino è stato alimentato, per la quasi totalità, dal vapore recuperato dai processi produttivi della centrale Enipower, consentendo di ridurre al minimo l'impiego delle vecchie caldaie a metano. Da via Taliercio ricordano che grazie alla grande condotta posata in via Brennero, a partire da fine 2014 «si è potuto finalmente prelevare e distribuire tutto il vapore necessario a soddisfare le richieste di caldo della città dall'impianto di Enipower» e che pertanto le caldaie di soccorso hanno lavorato al minimo. La nuova maxi-arteria è entrata in esercizio il 15 ottobre scorso. Quest’ultimo intervento insieme ad altri come il revamping della centrale Ospedale e gli investimenti sulla rete aventi come obiettivo un sempre più consistente utilizzo del calore di recupero dalla zona industriale, hanno quindi consentito in questi ultimi anni la riduzione del consumo di gas .

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Una maxi rete sotto la città]]

Un taglio progressivo del ricorso alle caldaie per la produzione di calore per il teleriscaldamento che è necessariamente andato a braccetto con una riduzione delle emissioni di CO2 di oltre 12.500 tonnellate. Secondo i dati della multiutility le emissioni di CO2 imputabili al consumo di gas nelle caldaie di soccorso sono passate infatti dalle circa 12.700 tonnellate della stagione termica 2012/2013 alle circa 70 tonnellate dell'ultimo inverno.

«Il teleriscaldamento è assimilato a una fonte rinnovabile - spiegano da Tea - e contribuisce al miglioramento della qualità dell'aria attraverso la riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti e gas ad effetto serra». Il teleriscaldamento oggi serve all'incirca 48mila abitanti equivalenti, con una rete lunga 60 chilometri e la volumetria allacciata è pari 5,5 milioni di metri cubi. L’obiettivo dei prossimi 5 anni è di allacciare 1.150.000 metri cubi in più: «Le emissioni evitate di CO2 potranno raggiungere le 30.000 tonnellate annue, con un risparmio di combustibile di circa 13.000 tonnellate equivalenti di petrolio». E proprio in questi giorni è in corso l’allacciamento del museo Diocesano.

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