Via ai tagli alla Pompea, in 97 a casa a fine giugno

Uno dei picchetti dei lavoratori nel dicembre del 2013

A Medole ed Asola terminata la cassa integrazione. Ruzzenenti: dramma sociale. Venerdì la comunicazione dei nominativi, poi le assemblee nelle fabbriche

MEDOLE. Il piano industriale non sortisce l’effetto salva-addetti. Dal 30 giugno, scatterà la mobilità per 97 dipendenti del calzificio Pompea, così come deciso nel 2013 dopo una durissima battaglia sindacale che ha visto i picchetti notturni nelle azienda, ma ha fatto calare i licenziamenti da 220 a 135. Nel frattempo quel numero si è ridotto a 97 per licenziamenti e mobilità volontaria.

Le lettere di licenziamento partiranno per gli addetti dell’ex reparto di cucitura di Medole e per la tintoria ed il magazzino di Asola. Venerdì prossimo l’azienda comunicherà le liste nominative delle persone da lasciare a casa. Subito nel pomeriggio si terranno le assemblee nelle quali i sindacati comunicheranno gli elenchi ai dipendenti. Le lettere partiranno subito dopo per giungere nelle case entro metà mese. Nonostante l’azienda si sia impegnata a riassumere, nel caso di eventuale crescita della manodopera, pescando dalle proprie liste di mobilità sino al 18esimo mese dopo la mobilità, il clima in azienda sta tornando pesante.

E il sindaco di Medole, Giovanni Ruzzenenti, parla di dramma sociale. «Io sono al sesto mandato come sindaco – dice –. Ma questo è il più difficile in tanto anni in Comune. Noi mettiamo in campo strumenti e ammortizzatori, ma la crisi è molto pesante. E purtroppo sarà aggravata da questa fuoriuscita dal lavoro. I lavoratori hanno la mia vicinanza e solidarietà, ma il cruccio più forte è non riuscire a capire con trasparenza la vera situazione economica dell’azienda. Ha delocalizzato da anni in Serbia. Ma questo si traduce in un beneficio anche per i dipendenti italiani, o qui siamo destinati a chiudere?».

Come si ricorda, dei 200 dipendenti inizialmente destinati all’esubero (130 ad Asola, 70 a Medole), 65 ad Asola che dovevano essere esternalizzati, sono stati riassorbiti dopo una dura trattativa sindacale. La cassa integrazione, partita a fine 2013, ha avuto durata di 18 mesi con termine al prossimo 30 giugno e integrazione aziendale di 190 euro mensile a cassintegrato. La mobilità volontaria è stata incentivata con un bonus di 4mila euro ed è stata usufruita in gran parte da persone di origine extracomunitaria che sono ritornate nel paese d’origine. Dal primo luglio scatterà per i 97 dipendenti individuati come esuberi la mobilità da uno a 3 anni a seconda dell’età.

Francesco Romani

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