Ferie al Poma, in estate spariscono più di 100 letti

Varato il piano accorpamenti e chiusure nei reparti degli ospedali per consentire le vacanze degli infermieri. La scure di luglio e agosto si abbatte soprattutto sulle chirurgie e l'ostetricia 

MANTOVA. Un centinaio di letti o poco più, circa come l’anno scorso, ma con rotazione dei sacrifici nei reparti.

È pronto il piano degli accorpamenti e delle chiusure estive negli ospedali dell’azienda Carlo Poma.

Un prospetto che sta facendo discutere parecchio nelle corsie ospedaliere, con il personale sanitario già in allarme per i prossimi mesi quando di pari passo con la riduzione di alcune attività sanitari (soprattutto gli interventi operatori) si procederà anche al taglio dei posti letto.

E se l’anno scorso erano stati penalizzati alcuni reparti (al Poma soprattutto Medicina e Pediatria), quest’anno direzione sanitaria e Sitra (Ufficio infermieristico) hanno fatto calare la scure in un’altra direzione. E tutto questo per consentire lo smaltimento delle ferie al personale infermieristico.

Il problema della carenza di infermieri al Carlo Poma è questione di vecchia data. Recentemente, poi, la Regione ha diramato ad ogni ospedale nuove disposizioni sul budget da destinare alla quota infermieri e la doccia fredda è arrivata proprio a cavallo tra aprile e maggio quando Milano ha fatto intendere a chiare lettere che non si procederà a nuova assunzioni e che la riduzione del budget è di circa 500mila euro. Inoltre, vanno considerati anche i molti infermieri che svolgono un ruolo tecnico o amministrativo e non sanitario.

Ma vediamo quali sono i reparti che dovranno sostenere il maggiore sacrificio. Già noti – pubblicati nei giorni scorsi dalla Gazzetta di Mantova – i provvedimenti subito scattati al Pronto Soccorso (via 4 letti su 8 in Osservazione Breve) e all’area Testa-Collo del Carlo Poma (letti chiusi nel weekend, con pazienti in appoggio in Neurologia).

E se nell’estate 2014 i maggiori sforzi erano stati richiesti alla Medicina (-10 letti) e alla Pediatria (-7 letti), quest’anno i vertici aziendali hanno spostato la forbice su altri reparti: Chirurgia Generale (-10), Ostetricia-Ginecologia (-10), Urologia (-4), Chirurgia Vascolare (-2) e Chirurgia Toracica (-2).

Con la riduzione dell’attività operatoria si riduce anche la riabilitazione cardiorespiratoria, reparto dove per tre settimane in agosto sparirà una decina di letti.

«Speriamo di farcela – sussurra un operatorie sanitario di lungo corso al Carlo Poma – ma non sarà facile. Tanto per dimostrare che aria stiamo respirando basti dire che in questi giorni quando arriva un paziente la prima domanda che ci facciamo non è riferita al percorso diagnostico-terapeutico, ma è “e poi dove lo mettiamo?”».

Sacrifici sono stati chiesti anche all’ospedale di Pieve di Coriano, dove la Chirurgia Generale perde tre letti da metà luglio fino alla prima settimana di settembre, l’Ortopedia ne sacrifica due, la Riabilitazione cinque e la Medicina addirittura dieci, scendendo da 32 a 22 posti. Salvo, invece, l’ospedale di Asola, per nulla coinvolto nel piano tagli estivi. Bozzolo, per contro, scenderà invece di 33 letti, 23 tolti alla Neuromotoria e 10 al Subacuti.

Tra le principali preoccupazioni al Carlo Poma c’è quella del nuovo riassetto del pronto soccorso, dove dal primo giugno al 30 settembre un ambulatorio e l’0sservazione Breve sono stati unificati.

Da un ambulatorio più una sezione con 8 posti letto si è passati a una “sezione-ambulatorio” con 4 posti letto e 4 barelle volanti. Perché? Semplice: i letti necessitano di un certo numero di infermieri, le barelle no.

IL TAGLIO DEI LETTI

Il piano accorpamenti e chiusure estive 2015

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