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Battaglia sui rifiuti, Mantova Ambiente va al Consiglio di Stato

La società fa appello contro la sentenza favorevole al Comune: irregolarità nella raccolta fai-da-te. Il sindaco: vinceremo un’altra volta

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Raccolta differenziata  

RODIGO.La prossima battaglia tra Mantova Ambiente e Comune di Rodigo si disputerà a Roma. I legali della società del Gruppo Tea hanno notificato il ricorso in appello al Consiglio di Stato, impugnando la sentenza con cui il Tar, il 7 aprile, ha respinto il ricorso presentato da Mantova Ambiente e promosso la raccolta differenziata gestita direttamente dall’amministrazione comunale rodighese.

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Ad annunciarlo è il presidente di Tea, Luigi Gualerzi: «Sottoporremo all’attenzione del Consiglio di Stato una serie di irregolarità che il Tar non ha riconosciuto – spiega – e confidiamo possa essere ribaltata una sentenza quanto meno incomprensibile, di cui contestiamo tutti gli undici punti». Gualerzi prosegue chiarendo: «Al sindaco di Rodigo, Gianni Chizzoni, contestiamo diverse scelte illegittime, a partire dalla decisione di stracciare un contratto in corso con una semplice delibera di giunta, evitando il confronto in consiglio comunale. Questa vicenda, però, travalica gli aspetti meramente tecnici e sconfina in ambito etico, poiché il “modello Rodigo” si basa sull’abuso dei voucher. Il Comune riesce a risparmiare gestendo in proprio la raccolta dei rifiuti soltanto perché sfrutta il lavoro precario».

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Il presidente di Tea conclude il suo intervento con una provocazione: «Se anche il Consiglio di Stato dovesse legittimare il sistema rodighese, il sindaco Chizzoni verrebbe riconosciuto come il precursore di una nuova economia fondata sullo smantellamento delle regole che tutelano i diritti fondamentali dei lavoratori. Di conseguenza, per le dinamiche della concorrenza, anche noi cominceremmo ad usare i voucher. Non a caso i sindacati sono in allerta: il modello Rodigo rischia di allargarsi a macchia d’olio, travolgendo molti altri settori e diventando un metodo diffuso a livello nazionale».
Chizzoni, però, non ci sta a essere additato come il precursore di un sistema lesivo della dignità del lavoro. «Per gestire in modo autonomo la raccolta differenziata – replica – tra il 2011 ed il 2012 abbiamo assunto a tempo indeterminato due autisti-operai, i quali sono andati ad aggiungersi ad altri tre dipendenti comunali. Con i voucher paghiamo quattro cittadini in difficoltà, segnalati dai servizi sociali, che svolgono una funzione di supporto significativo. Lavorano a rotazione, tre giorni su sette, per non più di 20 ore la settimana. Noi non sfruttiamo i lavoratori».
Chizzoni prosegue: «Ci siamo visti costretti ad intraprendere la raccolta differenziata autonoma perché nel 2012 Mantova Ambiente ci presentò un piano finanziario da 550 mila euro l’anno, a fronte di una gara d’appalto conclusa con Siem che era andata a poco più di 300mila. Non potevamo accettare un simile rincaro, perché avrebbe avuto ripercussioni negative sulle tasche dei nostri cittadini». Il primo cittadino si dice ottimista: «Vinceremo anche in Consiglio di Stato, perché il nostro metodo è legittimo». (r.l.)

 

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