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Dalle buste spunta soltanto la "cordata" guidata dall'Airone

Bando per il Palalù, con la Ginnastica anche San Pio X e Mantova Calcio a 5. La San Lazzaro fuori dalla corsa, atleti a caccia di una sede

Nicola Artoni
2 minuti di lettura

MANTOVA. Dal bando per l’assegnazione del Pala Neolù di Lunetta, con il termine per presentare le domande scaduto venerdì alle 12, spunta un nome a sorpresa. Non sarà più la polisportiva San Lazzaro a gestire l’impianto di via Calabria: «Ci è pervenuta una sola offerta – spiega il responsabile sport del Comune Alberto Rosignoli – ed è quella della Ginnastica Airone, che con sé avrà anche il San Pio X e il Mantova Calcio a 5. Non è arrivata invece l’offerta da parte della società che aveva avuto la gestione finora. Adesso procederemo all’esame di tutta la documentazione, per verificare che ogni cosa sia in regola. C’è un iter burocratico da rispettare e chiediamo garanzie. Se tutto sarà a posto passeremo allora all’assegnazione dell’impianto».

L’apertura della busta contenente l’offerta era in origine prevista per la giornata di lunedì alle ore 10, ma è stata prorogata a data ancora da destinarsi. In poco più di un mese in ogni caso, salvo inadempienze burocratiche nella domanda, l’impianto di Lunetta dovrebbe avere un nuovo gestore.

E il presidente della polisportiva San Pio X Diego Cavalli rivela i dettagli e le ragioni dell’offerta: «Il bando è pubblico – spiega – e noi al momento non abbiamo un impianto di riferimento per la nostra attività, per cui abbiamo deciso di metterci in gioco». Il San Pio X fa parte di una "cordata" che ha presentato l'offerta e che coinvolge anche altre due società, la Ginnastica Airone (capofila) e il Mantova calcio a 5, che usufruiranno così in caso di vittoria degli spazi del Palalù, e non ferma in ogni caso il piano di interventi già pronto per l’area dell’ex dopolavoro ferroviario: «L’avevamo già presentato alla vecchia amministrazione – spiega Cavalli – e prevede la ristrutturazione dell’ex bocciodromo, la copertura della piastra con una tensostruttura e la sistemazione degli spogliatoi. Il costo dell’intervento è nell’ordine dei 300mila euro, tutti provenienti da fondi privati»..

Ma Cavalli non si risparmia e si leva qualche sassolino dalle scarpe: «Lo scorso anno abbiamo perso il bando per l’assegnazione della palestra Boni – prosegue – e io sono molto contento che il neo sindaco si sia tenuto per sé l’assessorato allo sport. È un chiaro segno che l’amministrazione punta forte sull’attività sportiva, ma soprattutto che in questi anni c’era qualcosa che non andava. I bandi li deve vincere chi merita di vincerli. Poi si può anche perdere, ma bisogna giocare regolare. Siamo tutti contenti, ora c’è trasparenza. Spero che un fatto come quello dello scorso anno non si verifichi più, perché le promesse fatte vanno poi mantenute».

Le parole di Cavalli riportano la mente a una polemica vecchia di circa 365 giorni. Lo scorso anno la palestra Boni andò in gestione alla Pallavolo Mantova, tra le critiche feroci del San Pio X, che accusava il sindaco Nicola Sodano e l’assessore allo sport Enzo Tonghini (ormai ex) di non aver mantenuto le proprie promesse riguardo la palestra di via Luzio, che era stata virtualmente già assegnata alla società di Cavalli: «Un bando generico – aveva dichiarato lo scorso anno un furioso Cavalli – che premia non il merito delle società, il numero degli associati, l'attività svolta, il radicamento nel territorio, ci ha tagliati fuori».

E adesso il presidente del San Pio X si prepara per la sua piccola grande rivincita sportiva. E se (sulla carta) ha trovato la sua nuova casa in coabitazione con ginnastica e calcio a 5, ora dovrà cercarne una il San Lazzaro (il cui presidente ieri era irreperibile al telefono), con gli atleti della polisportiva che saranno costretti ad andare alla caccia di un nuovo impianto dove svolgere la propria attività.

 

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