I residenti hanno vinto. Stop ai camion della riseria

I mezzi della Zacchè dovranno rispettare gli orari di carico e scarico delle merci Il Consiglio di Stato boccia l’uso esclusivo dello spiazzo, che torna disponibile

MANTOVA. La riseria Zacchè di piazza Virgiliana dovrà comportarsi come tutte le altre aziende (negozi, botteghe artigiane e supermercati) del centro città. Dovrà rispettare gli orari di carico e scarico e utilizzare camion dalle dimensioni più ridotte; e non potrà avere l’utilizzo esclusivo di 120 metri quadrati di piazza sottraendola al resto dei residenti. È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato con il parere favorevole al ricorso che Raffaele Saccani, vicino di casa della riseria, ha presentato al presidente della Repubblica il 7 giugno del 2013. Era, quello, l’apice di una “guerra” iniziata anni prima. Con quel ricorso, dopo che nessuno in via Roma l’aveva ascoltato, chiedeva l’annullamento dei due provvedimenti del Comune, risalenti al novembre 2012 e al gennaio 2013 (amministrazione Sodano), con cui venne rinnovata e ampliata, a Zacchè, la concessione per l’occupazione permanente di suolo pubblico davanti al suo stabilimento.

«Per chiudere il procedimento manca la firma del capo dello Stato» afferma scaramanticamente Saccani, anche se mai si è visto un presidente della Repubblica decidere in maniera difforme dal parere espresso dal Consiglio di Stato che, per legge, esamina i ricorsi (inappellabili) a lui indirizzati.

Saccani, nel suo ricorso, aveva sottolineato come il Comune, rinnovando e ampliando da 60 a 120 metri quadrati la concessione per l’occupazione di suolo pubblico, abbia sottratto ai residenti della zona un’ampia porzione di area pubblica aperta al traffico pedonale e veicolare in pieno centro storico. La sezione prima del Consiglio di Stato ha ritenuto fondata l’impugnazione del provvedimento del Comune per «difetto di motivazione». In pratica, sottolineano i giudici, sia nei provvedimenti che nel parere della Polizia locale non si riscontrano motivazioni sufficienti per giustificare il raddoppio dell’area da dare in concessione alla riseria, «con sottrazione della stessa all’uso pubblico e di quartiere». In definitiva, il rinnovo e l’ampliamento della concessione, anche se finalizzati a permettere lo svolgimento dell’attività della riseria, non bilanciano questo interesse con altri interessi pubblici «pur rilevanti, su cui la concessione potrebbe incidere, quali il traffico pedonale e veicolare al servizio del quartiere». Per questo «il ricorso deve essere accolto - si legge nel parere espresso dai giudici - con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati».

Saccani tiene a ricordare che «nel momento in cui si avviò la procedura per autorizzare il rinnovo della concessione, io partecipai esprimendo il mio punto di vista contrario; inoltre, altri residenti di piazza Virgiliana presentarono un documento per impedire alla riseria di emettere polveri e di continuare con il via vai pericoloso di camion che caricavano e scaricavano riso, arrivando a movimentare in un anno sino a 20mila quintali di prodotto in entrata e altrettanti in uscita. Il Comune, però, non diede ascolto a nessuno di noi. E così, la riseria ha continuato indisturbata ad occupare l’area di fronte per 8-9 ore ogni giorno. Se Mattarella firmerà il parere del Consiglio di Stato - conclude - Zacchè non potrà più utilizzare la piazza come prima, ma dovrà comportarsi come qualsiasi altro che ha un’attività in centro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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